Si tratta chiaramente di una provocazione, ci mancherebbe. Ma l'uscita di scena prima possibile dell'Inter dalle competizioni in cui è ancora impegnata sarebbe l'unico modo per evitare alla Lega Calcio di trovarsi in una situazione imbarazzante e grottesca, un po' come la decisione di rinviare metà (!) della 27esima giornata di Serie A al 13 maggio, due giorni dopo averla ufficialmente confermata a porte chiuse nel weekend appena trascorso.

Nel caos che si è creato e ha indubbiamente avvantaggiato la Juventus, che non casualmente ha fatto pressioni perché si arrivasse a questo epilogo e non dovesse rimborsare, sotto minaccia legale della Codacons, i biglietti già venduti per il match contro l'Inter, a rimetterci sono proprio i nerazzurri. Con l'Europeo all'orizzonte e la necessità di chiudere la stagione entro il 20 maggio, se i ragazzi di Antonio Conte riuscissero a proseguire il loro cammino in Europa e in Tim Cup, non ci sarebbe davvero neanche un buco in cui infilare la partita contro la Sampdoria, rinviata 8 giorni fa per l'emergenza sanitaria in atto.

Potenzialmente, nel giro di 24 giorni, l'Inter potrebbe essere costretta a giocare 9 volte. Roba da calendario NBA più che calcistico: Fiorentina il 3 maggio, Genoa il 10 maggio, Juventus il 13 maggio, Napoli il 17 maggio e Atalanta il 24 maggio. Fattibile, se non ci fossero la semifinale di ritorno di Europa League il 7 maggio e la finale di Tim Cup il 20 maggio, che l'Inter comunque deve ancora guadagnarsi sul campo. In tutta questa tonnara, non esiste ancora una data per la sopra citata partita contro la Sampdoria (che doveva essere la prima da rischedulare) e così sarebbe se davvero i nerazzurri raggiungessero le semifinali europee e la finale della coppa Nazionale (giovedì il verdetto nella trasferta di Napoli). Alla faccia del buon senso, che imporrebbe la diminuzione degli impegni per salvaguardare anche la carriera dei calciatori, soprattutto alla vigilia di un torneo importante come gli Europei 2020.

L'aspetto più ironico è che tra le motivazioni dietro al rinvio di parte della 27esima giornata di campionato c'è la volontà di dare un'immagine pulita del nostro calcio, evitando gli stadi vuoti. Dalla padella alla brace: decisione ridicola che all'estero ha suscitato grasse risate, alimentando il concetto che il nostro movimento sia un autentico circo, totalmente sregolato e gestito in modo inadeguato. In effetti, non bastavano una squadra che passeggia da 8 anni consecutivi, arbitraggi ad hoc con regole reinterpretate all'occorrenza, episodi di razzismo non puniti perché "era una minoranza", slogan controproducenti e reazioni isteriche ogni volta che la squadra che domina in Italia le prende all'estero. Quale sarà la prossima gag da parte dei nostri vertici calcistici? Era stata presa la decisione giusta giovedì scorso, the show must go on anche se a porte chiuse.

Nessuno dei club interessati aveva battuto ciglio, a costo di rimetterci l'incasso. Nessuno, tranne uno, che ha cincischiato e ha fatto esporre i media per preparare il terreno all'annuncio che voleva, in barba alle parole del suo presidente che solo qualche ora prima aveva aperto serenamente a Juventus-Inter a porte chiuse, per il bene comune (non per quello delle finanze bianconere, che avrebbero perso quasi 5 milioni d'incasso). Pressioni confermate da più parti, ma non c'è n'era bisogno. Viste le conseguenze e rispolverando il passato, verrebbe voglia il 13 maggio di presentare in campo l'Under 19 di Armando Madonna. Probabilmente si perderebbe in malo modo, magari emergerebbe un nuovo Sandro Mazzola, chissà.

Però al di là delle provocazioni, è chiaro come tutto il sistema calcio italiano e chi lo gestisce abbia fatto una pessima figura, e a poco servirà il Consiglio Straordinario reclamato oggi da Marotta e in programma (forse) lunedì. Più che una sensazione, ormai è una certezza: le chiavi del pallone italico sono in mano a gente che scende a patti, accetta compromessi e si inchina di fronte alle necessità dei potenti, adattando e rinnovando le regole in base alla loro convenienza. Il bene di pochi per il disagio di molti. Non resta che tifare Getafe per risolvere tutti i problemi, anche se con un campionato del tutto falsato dalla calendarizzazione ad minchiam l'Europa sembra l'ancora di salvataggio ideale di questa stagione.

Dalla Repubblica delle Banane è tutto, a voi studio.

PS - Tre giorni dopo Juventus-Inter, la partita di Tim Cup tra Juventus e Milan si disputa a porte aperte, ma solo per i residenti in Piemonte. Stesso stadio. Evidentemente i piemontesi non escono mai di casa, quindi non possono aver contratto il virus. Oppure lo stesso fa distinzione tra campionato e coppa. Ultima spiegazione: è la conferma di una pagliacciata storica.

Sezione: Calci & Parole / Data: Sab 29 febbraio 2020 alle 17:27
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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