Siccome all'improvviso il fango sui nerazzurri si è tramutato in grasso che cola - fino a conferire, da una parte, salubrità al bilancio semestrale dell'Inter e, dall'altra, quasi immacolato candore alla fedina sportiva di Francesco Acerbi - ora bisognerà solo evitare che Simone Inzaghi rischi di crogiolarsi in un brodo di giuggiole. Nonostante siano infatti maturate 2 delusioni copetere su 3, occorre prendere atto una volta di più che l'Inter è stata finora un'autentica santabarbara di emozioni. Un arsenale talmente munito che consentirà di raggiungere quanto prima un'altra stella, SECONDA solo alla goduria per il gioco di PRIMA grandezza sviluppato dagli orchestrali diretti dal tecnico piacentino. Pertanto - giusto a proposito di santabarbara - non può che risultare un vero peccato o, meglio, un pelo nell'uovo, che Inzaghi abbia impiegato così tanto tempo per decidersi, semmai, a dar fuoco anche alle polveri di Buchanan... E se a rilevare questa (trascurabile?) "noncuranza" è stato un valente editorialista della Gazzetta come Luigi Garlando, allora deve trattarsi veramente di una "depilazione" non più differibile...

Sarebbe stupido diffidare delle argomentazioni portate da un giornalista che sin da uno dei suoi primi editoriali sulla rosea - se non proprio da quello d'esordio (non ricordo con precisione la circostanza) - non aveva nascosto le sue simpatie nerazzurre. Con una manifestazione di onestà intellettuale e trasparenza davvero rare all'interno di una categoria nella quale l'ipocrisia prevarica spesso la deontologia professionale. Anche Wikipedia tratta infatti di Garlando in termini biografici di "tifoso dell'Inter con il mito di Roberto Boninsegna": dunque i dubbi sul suo interismo stanno proprio a zero. Mica come tanti altri colleghi, giornalisti super partes solo sedicenti...

Fatto sta che l'esplicita crociata di Garlando a favore di un maggior utilizzo in nerazzurro del canadese Buchanan risulta tanto coinvolgente quanto condivisibile. E non occorre riavvolgere troppo il nastro per trovarne traccia. Si sapeva che Garlando - oltre ad essersi dichiarato filonerazzurro fin dall'inizio - fosse anche autore di libri per ragazzi, nonché appassionato di fumetti. Infatti aveva coniugato alla perfezione fantasia e realtà giusto dopo Inter-Atletico, argomentando di Arnautovic - autore del gol-vittoria - in termini di "ArnaTroccolo diventato Cigno". Ma al tempo stesso aveva ammonito il giocatore austriaco - parimenti al capitano Lautaro - che "non devono dimenticare una verità vecchia come il cucco: chi sbaglia troppi gol, alla fine piange sempre". Dunque pure profetico, alla luce dell'esito del ritorno degli ottavi di CL con le occasioni sprecate da altri nerazzurri come Thuram e Barella. E proprio sull'esito avverso della gara di Champions al Civitas Metropolitano Garlando si era prima espresso con un quesito accorato: "Buchanan non poteva servire nel finale di Atletico Madrid-Inter per rialzare una squadra rattrappita dietro?" Per poi passare a toni ancora più espliciti, se non quasi irriverenti nei confronti di Simone Inzaghi: "Davvero è necessario un addestramento da astronauti NASA prima del lancio?" La Vs. stessa Redazione caldeggiava la causa di Tajon argomentando - nel passaggio introduttivo di una news pubblicata lo scorso 19 marzo - che "(...) ormai l'addestramento di Buchanan dovrebbe essere terminato". Col successivo riporto della richiesta avanzata dalla rosea, stavolta con toni più suadenti, se non imploranti: "Caro Inzaghi, nel finale di stagione ci faccia vedere Buchanan, ci faccia capire se il ripensamento di Madrid - il ragazzo stava per entrare, poi lei ha fatto retromarcia - ha o meno le sembianze di un rimpianto". Nello stesso estratto, il Vs. Alessandro Cavasinni dava conto anche del 7 al canadese attribuito dalla rosea nel pagellone settimanale, corredandolo con le seguenti motivazioni: "'Scongelato' da Inzaghi nel finale di match con il Napoli, l'esterno canadese ha fatto VIBRARE IL MEAZZA (eccole le emozioni che si rinnovano) con scatti a ripetizione e uomini puntati senza soluzione di continuità". Ora, non vorrei proprio bestemmiare in chiesa, ma, a memoria personale, dovrebbe essere dai tempi di Ronaldo, il Fenomeno, che il pubblico di San Siro - unitamente a quello sui divani domestici - non andava più in visibilio per un giocatore nerazzurro con questa naturale propensione: ossia provare sempre a saltare in dribbling l'avversario diretto con l'effetto collaterale di creare superiorità numerica. E Buchanan pare proprio avere tutto, pure l'identità, per riuscire a bucare le agguerrite difese avversarie...

Con un'Inter-Empoli alle porte - approfittando anche del "tocco magico" smarrito dal neo tecnico empolese Nicola (che aveva evidenziato una media di 2,0 punti per gara dopo le sue prime 6 panchine toscane, salvo poi incappare in 3 sconfitte di fila), bisognerà pur cominciare a sprigionare tutto il potenziale offensivo rimasto ancora inesploso.

Dunque molto prima che a quelli di TS possa un domani saltare in mente di venirci a raccontare che Buchanan - semmai prestato altrove - si sarebbe rivalutato financo del triplo. Proprio come un Bellanova granata qualsiasi...

Ed anche se il servizio obbligatorio di leva ("naja" nel gergo dei coscritti) è stato reso "ordinariamente inattivo" (non abolito) quasi 20 anni orsono (dal 1° gennaio 2005), si ritiene che Buchanan abbia idealmente già adempiuto agli iniziali "obblighi di leva". Non foss'altro per aver brillantemente superato non solo il propedeutico CAR (Centro Addestramento Reclute), ma pure assolto - con le sue prime dichiarazioni "in libera uscita" - una sorta di fatidico "Giuramento": ossia una più che esplicita manifestazione di profittevoli intenti nerazzurri.

Dunque, l'"estetista" Simone - in tutti le accezioni del termine - si potrà esimere ancora dal praticare quest'ultima "ceretta" nerazzurra?

P.S.: Buona Pasqua a tutti!

Orlando Pan

Sezione: Calci & Parole / Data: Dom 31 marzo 2024 alle 16:50
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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