Il compianto Massimo Catalano - il cosiddetto "re dell'ovvio" in quella trasmissione TV che l'inventore e conduttore Renzo Arbore seppe elevare a varietà cult degli anni '80 - non avrebbe saputo dirlo meglio. Al confronto, ci si immagina invece che ogni dirimpettaio di Naviglio persevererà nel trastullarsi nottetempo con un famoso aforisma similpallonaro del calciofilo sui generis Nanni Moretti: "Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?" A dirla tutta, rimane ugualmente difficile convincersi della verosimiglianza di una tale evocazione cinematografica ricordando il particolare brodo primordiale - l'idiosincrasia verso i "comunisti" o simpatizzanti tali - in cui tanti cugini sono stati 'costretti a crogiolarsi' per decenni dal loro defunto ex presidente...

Mettendo però subito da parte certi dilemmi continentali altrui, non c'è dubbio alcuno che l'esito avverso di Inter-Arsenal abbia compromesso quasi del tutto le chance nerazzurre di accedere direttamente agli ottavi di finale di Champions per la fase ad eliminazione diretta. Anche i risultati della 2a parte della 7a giornata della League Phase hanno confermato che i playoff sono ormai una realtà di cui prendere consapevolezzae che a questo punto - nonostante i bellicosi propositi di rivalsa di Sucic e Thuram - verrebbe facile dedurre che la sfida di Dortmund, all'ottavo turno, potrebbe servire solo per delineare al meglio le 8 teste di serie per i sorteggi delle partite da giocarsi a febbraio. Ancora una decina di giorni e si saprà tutto. Con Chivu che, per primo, se ne è già fatto una ragione.

Argomentando, invece, dei giorni antecedenti la sfida di San Siro, aveva davvero fatto specie come la vigilia di Inter-Arsenal fosse stata monopolizzata da un variegato gruppuscolo di 'culturisti' un tanto al chilo. Infatti non si ricordava vigilia di una gara europea dei nerazzurri in cui il leitmotiv - a tutti i livelli, non solo pallonari - altro non sia stato, paradossalmente, che una proterva esibizione di muscoli e tutto un ostentare i diversi rapporti fra le forze in campo. A vario titolo. E mica per bocca di opposte fazioni di tifo. Macché! I più neutri - dunque 'innocenti' - in questo sfoggio altrui di 'culturismo', non potevano che confermarsi quelli di Transfermarkt che, ad Amburgo e nelle loro varie filiali planetarie, dimostrano di sapere fare bene di conto. Mettendo in risalto - nel loro autorevole sito tematico - quanto la valutazione della rosa dei gunners londinesi (1,31 miliardi di €) sia praticamente doppia rispetto a quella dei nerazzurri, ferma ad 'appena' 0,67 mld. Dunque, alla borsa valori del calcio continentale, l'Arsenal varrebbe circa 2 volte l'Inter: mica pizza e fichi! Giusto per farsi un'idea delle differenti potenzialità in gioco, oltre che in campo... Chissà allora se quelli di Oaktree - con Cano e Ralph in testa - ne saranno edotti e se, per giunta, se ne siano pure adontati.

Fatto sta che altri 'body-builder' (a parole o col corpo altrui...) - nonché saggi narratori degli stessi... - avevano preso possesso della scena sia internazionale (nel mero senso geopolitico) che di quella più genuinamente nostrana, dunque attinente all'arte pallonara. Sul primo palco, giusto l'altro ieri (lunedì), Bessent - il segretario al Tesoro del governo Trump - se ne era uscito, bel bello, così: “Gli Stati Uniti proiettano forza, gli europei proiettano debolezza». Sì, insomma: "Noi siamo forti, voi siete deboli”, che pare proprio l'ossessiva versione americanizzata della frase più celebre del Marchese del Grillo. I destinatari di questa (velata) minaccia - manco a dirlo - altri non sarebbero che i cosiddetti Volenterosi, con occhiali 'protettivi' o senza... Nella ribalta pallonara peninsulare, invece, si era distinta - financo in tempi non sospetti (6 giorni fa) - la voce, anzi, il Verbo nerazzurro del Sig. Mario Spolverini, navigato e sagace cronista di faccende nerazzurre che, nella sua pagina FB, aveva vergato queste righe, tutte da sottoscrivere: "(...) le stesse voci che ieri deridevano, oggi mettono le mani avanti: L’INTER NON PUÒ PERDERE ANCHE QUESTO CAMPIONATO, SAREBBE UN FALLIMENTO... Non ci siamo fatti abbindolare sei mesi orsono (se qualcuno c’è cascato peggio per lui), NESSUNO ABBOCCHI OGGI ALLE VOCI IPOCRITE DI QUESTI FARISEI DELLA PENNA, il cammino è lungo e pieno di trappole per tutti, Inter compresa". (...) Ed infine: "Tornano in mente le parole di Luciano Spalletti quando sedeva sulla panchina giusta: 'uomini forti destini forti, uomini deboli destini deboli'". Eccolo, di nuovo, il richiamo - sebbene stavolta più ragionato - al legame inscindibile fra le diverse dotazioni non solo muscolari e la sorte di ogni essere umano.

Sempre lunedì scorso, lo 'scriba' di calcio forse per antonomasia si era palesato in una delle tante rubriche quotidiane della Gazzetta, il quale - non menzionato per carità di patria nerazzurra... - aveva riprodotto quasi del tutto fedelmente l'ammonimento evocato da Spolverini: contro l'Arsenal, "(...) l’Inter ha bisogno di un risultato gigantesco, di un’impresa che spazzi via gli ultimi dubbi. A meno che Chivu non faccia i suoi calcoli e non dia priorità allo scudetto. Sarebbe un ragionamento comprensibile, l’INTER NON PUÒ PERMETTERSI UN’ALTRA ANNATA SENZA TITOLI". Eccola l'azzeccata divinazione di Spolverini: l'unica omissione, giusto la parola 'fallimento'. Ma per certe scrivanie della rosea è sottintesa... E poco prima lo stesso redattore 'fariseo' si era abbandonato al più classico degli stereotipi sui nerazzurri: "La Champions ha confermato la tendenza, notata in campionato, di UN’INTER FORTE CON I DEBOLI E DEBOLE CON I FORTI. Inter-Arsenal di domani sera è una grande occasione per SMONTARE il luogo comune (...)". Aridaje!

Si può ora presumere che gli eventuali lettori di fede nerazzurra - stufi di sorbirsi i soliti 'accanimenti mediatici' contra squadram - potrebbero avere in animo ben altro da voler SMONTARE... Ma si devono esimere, per forza, dall'esplicitarne i particolari anatomici...

Cosa rimarrebbe allora da augurare - in tutta serenità di giudizio - a tali rappresentanze di 'culturisti/farisei' se non di (provare a) cambiare palestra formativa per ritrovare un minimo sindacale dell'onestà intellettuale perduta, se non proprio mai posseduta?

Orlando Pan

Sezione: Calci & Parole / Data: Gio 22 gennaio 2026 alle 17:00
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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