Vola la capolista, vola verso il traguardo finale, sempre più nitido all'orizzonte. Restano solo 5 partite, 450 minuti più recuper, 15 punti in palio di cui basterebbe portarne a casa 7 se il Napoli battesse oggi la Lazio al Maradona. E non sarebbe così scontato. A prescindere da tutto, i nerazzurri fanno appieno il proprio dovere pur con qualche difficoltà ben mascherata dal 3-0 finale sul Cagliari, che la salvezza, a portata di mano, dovrà conquistarsela in altre sedi. Non certo a San Siro dove il clima di gioia si tocca con mano e si iniziano già a calcolare le date per i festeggiamenti. Il pessimista sarà anche un ottimista ben informato, come sosteneva Cechov, ma avrebbe poco da opporre alla marcia robusta e incalzante della prima squadra di Milano e al desiderio di vittoria rimasto colpevolmente insoddisfatto la scorsa stagione. Manca poco, dai, ci siamo.

Dopo le pillole mourinhane del giorno prima, in vena di sorprese Cristian Chivu propone un undici titolare che sconfessa tutte le probabili formazioni partorite negli ultimi giorni. A partire da Pepo Martinez, coinvolto dopo diversi mesi dal primo minuto, passando poi per Henrikh Mkihitaryan al posto di Piotr Zielinski. Evidentemente l'avvicinarsi del doppio impegno, assente dall'andata della semifinale di Coppa Italia contro il Como, impone determinate scelte cautelative. Scelte che si aggiungono al coinvolgimento dei vari Stefan de Vrij e Carlos Augusto e che evidentemente si riflettono in un avvio di partita troppo timido e con diversi errori tecnici, di cui un po' sorpreso il Cagliari cerca di approfittare salendo con rapidità e scatenando la corsa irresistibile di Marco Palestra, che in molti vorrebbero rivedere al Meazza la prossima stagione con la maglia nerazzurra. Peccato che certe cifre siano già fuori mercato...

In tutta onestà, il primo tempo dei nerazzurri è piuttosto modesto, con pochi spunti (un tentativo da posizione defilata di Pio in particolare e un salvataggio di Adopo su Dimarco) e tanta, troppa povertà tecnica e tattica che non rende giustizia al primato in classifica. Poi però il tifoso che guarda il bicchiere mezzo pieno, all'intervallo, ricorda cosa è successo nelle due precedenti partite e ritrova un sorriso carico di speranza: 45 minuti compassati, poco propositivi e preoccupanti e riprese roboanti, ripartendo in quarta e schiacciando l'avversario. Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova, come sosteneva Agatha Christie. Dunque non può essere un caso se anche a questo giro l'Inter si conceda un primo tempoi un po' perplimente per poi ripresentarsi dopo l'intervallo in grande spolvero: Thuram e Barella nel giro di pochi minuti rimettono le speranze del Cagliari dentro il cassetto dei sogni e per il Meazza è già tempo di festa al coro di 'La capolista se ne va', mentre Zielinski a modo suo firma il tris. Rapido calcolo, a conferma della sopra citata teoria: nelle tre gare dopo la sosta, 9 gol a referto solo nei secondi tempi. E con un'unica firma del capocannoniere Lautaro.

Archiviato il venerdì di pallone, ora al tifoso interista non resta che godersi un weekend più che sereno e rilassante guardando le altre partite, senza neanche scomodare gufi o affini perché, francamente, non pare essercene più bisogno. Chi doveva farlo, ha fatto il proprio dovere. Ed è più che sufficiente.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 18 aprile 2026 alle 00:00
Autore: Fabio Costantino / Twitter: @F79rc
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Fabio Costantino
Fabio Costantino è giornalista pubblicista dal 2009, direttore responsabile e co-fondatore di FcInterNews.it da dicembre 2008, ha collaborato con numerose testate sportive in passato e oggi si occupa della gestione della redazione e di tutto ciò che la riguarda.