"Avevo lasciato l’Atalanta quando non era quello che è diventata: tornare e potermi confrontare con un ambiente cresciuto così tanto mi ha dato grandi motivazioni". Così Davide Zappacosta intervistato dalla Gazzetta dello Sport.

Tuchel, l’allenatore del “suo” Chelsea, ha appena definito l’Atalanta squadra affascinante e folle, che non sembra neanche italiana: sintesi azzeccata?

"Bel complimento. Affascinante perché rifiuta l’idea di non giocare bene ed è fedele al suo credo, anche contro squadre più forti. In Italia è, o comunque era, raro: è più una caratteristica europea. Folle perché non si risparmia mai: con l’Atalanta una partita non è mai chiusa, nel bene e nel male".

Oggi sembra un po’ più frenata rispetto a quella che ammirava prima di arrivare?


"Non è frenata: ha bisogno di tempo per inserire i nuovi arrivati, ha giocato tanto - e la Champions toglie energie - e ha già affrontato Inter, Milan e pure Fiorentina. Poi capita che ci siano momenti in cui si segna meno".

Lei nel 2018 era nella formazione titolare della prima di Mancini da c.t.: pensiero stimolante o le dà un senso di tempo perduto?

"Sono realista: questo gruppo è di altissimo livello. So che Mancini tiene aperte le porte per tutti, ma anche che bisognerà fare qualcosa di speciale, quasi di straordinario, per tornare. Non ho aspettative, me le creo per continuare a lavorare e andare oltre: come chiede Gasperini".
Sezione: Rassegna / Data: Mer 13 ottobre 2021 alle 12:12
Autore: Alessandro Cavasinni
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