Il vicepresidente della Uefa, Michele Uva, ai microfoni di Sport Mediaset, ha parlato della posizione dell’organo europeo di fronte all’emergenza sanitaria per coronavirus. Il messaggio da parte della Uefa, anzitutto, è stato chiaro: prima la salute, per poi decidere il da farsi: "La priorità per noi rimane la tutela della salute, senza se e senza ma. È un qualcosa che viene prima di qualsivoglia discorso di business ed economico. Non è vero che abbiamo dato indicazioni, come Uefa, sulle date di conclusione dei campionati, queste decisioni sono da appannaggio esclusivo di federazioni nazionali, noi non abbiamo messo nessun limite di tempo dal momento che non abbiamo giurisdizione alcuna al riguardo. Il discorso cambia in merito ai bilanci societari  e ai contratti, dal momento che per adesso la data limite rimane il 30 giugno; su quello ne discuteremo con le federazioni calcistiche. Per il momento metteremo una data entro cui i campionati dovranno comunicarci le squadre iscritte alle competizioni europee (Champions ed Europa League, ndr)”.

La parola, quindi, passa al capitolo Euro 2020 e al sacrificio collettivo nel dover rinunciare a disputare al torneo: "Stiamo ancora metabolizzando la cosa, rinunciare a un evento come l’Europeo non è certo cosa da poco ma andava fatto, su questo non ci sono dubbi. Penso che la Uefa abbia dato un segnale di grande unità per tutte le decisioni prese dalle 55 federazioni, dalle leghe e dai calciatori lo scorso 17 marzo. Abbiamo agito con trasparenza e senso di responsabilità, ponendo l’attenzione sulla sostenibilità dei campionati nazionali e imbastendo un tavolo comune sul quale concordare le date europee. Per raggiungere tale unità è stato necessario un grande sforzo, non dimentichiamo che dietro ciascuna lega e federazione c’è da tener conto dei diversi stati, ciascuno con una situazione Covid-19 differente”.

Infine il vicepresidente ha espresso il proprio pensiero, non da delegato Uefa ma da tifoso quindi, in merito alla crisi in corso: "È difficile staccare il mio pensiero personale dal mio ruolo dirigenziale. Per noi la tutela della salute di tutti viene come prima cosa. Il calcio deve saper trasmettere un messaggio coeso di unità in questa crisi. Io penso che oggi il sistema debba viaggiare compatto; è assodato che ci saranno delle rinunce, la stessa Uefa nel rimandare l’Europeo su tutti. Tuttavia rimane fondamentale restare uniti".

Stefano Carnevale Schianca

Sezione: News / Data: Dom 29 marzo 2020 alle 13:50 / Fonte: sportmediaset
Autore: FcInterNews Redazione
Vedi letture
Print