Diego Pablo Simeone. Con Antonio Conte ormai vicinissimo alla permanenza al Chelsea e Stefano Pioli col futuro che appare segnato, è proprio l'argentino il profilo che Suning prova a inseguire per rilanciare in grande stile l'Inter dopo una stagione che definire “turbolenta” sarebbe riduttivo. La certezza è che non si arriverà un'altra volta ad agosto con i dubbi per la panchina: niente titubanze, niente tira e molla, il futuro della guida nerazzurra si decide in queste settimane. L'attuale allenatore dell'Atletico Madrid ha fatto capire spesso e volentieri di voler continuare l'avventura in Spagna, con il nuovo stadio che è più di una tentazione. Ma il richiamo della maglia nerazzurra e di un progetto di enorme portata potrebbe allettarlo e stuzzicare la sua voglia di confrontarsi con la Serie A (dopo la parentesi catanese) in un club pronto a sovvertire la dittatura juventina, prima ancora che puntare all'agognata Champions League.
OK, IL PROFILO È GIUSTO – Quello del Cholo è di certo l'identikit perfetto per l'Inter. Un mix tra Hector Cuper e José Mourinho: il buon Diego Pablo sa gestire campioni e costruire un'identità di squadra solida, granitica. L'argentino è un uomo che ama le sfide, che spesso si è trovato dalla parte di Davide contro Golia e quindi perfetto per tornare in una piazza come quella interista. Già da calciatore fu amatissimo dai tifosi per il suo coraggio e il suo incarnare alla perfezione l'ideale dell'alfiere nerazzurro. Sa immergersi nell'ambiente in cui lavora, vivere il suo mondo in maniera viscerale e diventare tutt'uno con squadra e tifosi. Una sorta di “noi contro tutti” che già nel recente passato è stato un felicissimo connubio per il club di Corso Vittorio Emanuele.
LA TATTICA – Simeone ha nel 4-4-2 il suo marchio di fabbrica. Centrali preferibilmente ben strutturati; terzini offensivi ma pure calcisticamente evoluti; due centrocampisti centrali abili sia a cucire che a contrastare; due esterni eclettici; due punte bene assortite tra gioco di sponda e attacco della profondità. Insomma, dovesse arrivare alla Pinetina, il Cholo non dovrebbe inventarsi chissà cosa per impiantare nelle teste dei suoi nuovi giocatori il chip con i codici codificati delle sue idee. Rispetto all'attuale 4-2-3-1, la differenza maggiore sarebbe quella riguardante l'uomo più vicino alla prima punta: oggi è più un centrocampista offensivo, ma con Eder dietro Icardi si è già visto una sorta di 4-4-2 di quel genere. Insomma, almeno sulla carta, un cambio di pelle molto meno traumatico rispetto a quando si passò dal 3-5-2 di Mazzarri alla difesa a quattro di Mancini.
IL MERCATO – Dopo la testa (intesa come mentalità nuova e aderente alla gestione tecnica) e la tattica (intesa come mappa riconoscibile per mettere in campo le strategie pensate), non resterebbe che il mercato. Prima ancora che alla tecnica, uno come Simeone guarda all'uomo. Il fattore del sentimento, dell'appartenenza, dell'idea di lottare uniti: questi i cardini del Cholismo. Principi che hanno fatto la fortuna di un club come l'Atletico Madrid: si spiegano così i successi in serie dei Colchoneros nonostante pronostici non sempre a favore. Per rendimento, status e caratteristiche peculiari, si punterebbe alla conferma di Handanovic, D'Ambrosio, Miranda, Medel, Gagliardini, Kondogbia, Joao Mario, Candreva, Perisic e Icardi. Altri come Ansaldi, Banega ed Eder potrebbero essere rivitalizzati dal nuovo corso. In bilico tutti gli atri con situazioni già più o meno definite. E allora, al netto delle cessioni, è prevedibile una bella ritoccata alla rosa attuale. Un centrale e un terzino sinistro arriveranno come da programma, ma non solo. Si punterà ad arrivare a un centrocampista centrale che abbia visione di gioco e personalità (Verratti il sogno nemmeno tanto nascosto, Nainggolan e Strootman nomi spuntati a cadenza regolare nelle ultime settimane). Soprattutto, ci sarebbe la caccia alla seconda punta, anche perché Palacio saluterà e Barbosa dovrebbe andare in prestito. Radiomercato gracchia il nome di Griezmann: durissima. Il profilo è quello: un attaccante che si sappia integrare con Icardi e portare in dote una buona dose di reti.
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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