Dalle colonne del Corriere della Sera, il giornalista Mario Sconcerti analizza l’ultimo week-end di campionato che ha visto frenare ancora l’Inter e cadere la Juventus: “Se Conte avesse saputo quanta poca Juve rimaneva per il Napoli, avrebbe certamente evitato la sceneggiata contro l’arbitro e la fuga dalla conferenza stampa per eccesso di stress - si legge -. È stata una giornata di fiacca improvvisa, come il primo giorno di primavera, nessuna delle prime quattro ha vinto, la Juve ha perso.... La Juve ha oggi 7 punti meno di un anno fa, anno di poche virtù in cui batteva facilmente tutti. Ma qualcosa di più profondo accade. Sarri ha sbagliato a far giocare i tre attaccanti insieme perché ha dato tre grandi riferimenti al Napoli. Demme ha trovato la partita andando dietro a Dybala, il quale non capiva perché dovesse giocare dovunque tranne che nel suo ruolo. Era una Juve matura per perdere, ma non lo avevamo capito, era anzi sembrata nella classica fase di crescita Sarri. Qualcosa gli è morto dentro, un vuoto grande come la vanità della vecchia attrice, convinta che basti la classe per dare carattere alle battute”.

E ancora: “Conte ha 8 punti più di un anno fa, ne ha recuperati 16 alla Juve. Ha fatto un ottimo lavoro e viene adesso perdonato nel suo momento di debolezza. Ma l’Inter più che stanca è diventata solita. Le poche idee del centrocampo sono le poche idee dei due attaccanti. Eriksen è un buon acquisto solo per questo, può dare non il meglio, ma il di più. Il resto dipende ancora da Sarri”.

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Sezione: News / Data: Lun 27 Gennaio 2020 alle 10:14
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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