"I segnali che sta lanciando l’Inter sul mercato, e cioè l’acquisto di Palacio e il corteggiamento assiduo a Lavezzi, sono quelli di un club intenzionato a colmare immediatamente il distacco dalle prime, che è stato abissale. In questa direzione a me convince soprattutto l’operazione Pocho, perché si tratta di uno dei pochissimi giocatori in grado di fare la differenza sul piano tecnico individuale. Ed è anche una pedina preziosissima sullo scacchiere tattico di qualsiasi allenatore, specie se questo allenatore è un trasformista come Andrea Stramaccioni, che nella sua breve gestione ci ha fatto vedere più di un modulo: 4-4-2, 4-3-1-2, 4-3-3. Spero che alla fine non scelga il 4-2-3-1 e fra poco vi dirò anche perché. Mi soffermo anzitutto su Lavezzi, un attaccante a suo agio con qualsiasi vestito addosso. Nel Napoli di Mazzarri ha giocato persino da prima punta, che non mi sembra il suo ruolo forte, e ha dato il meglio da punta esterna, destra o sinistra che sia. Ma lo abbiamo visto pure nei panni del suggeritore dietro Edinson Cavani e a volte uomo di fascia che deve tornare: anche questo non è il compito che lo esalta. Ed ecco allora perché non credo possibile che Stramaccioni stia pensando di riproporre il fortunato 4-2-3-1 di Mourinho con Lavezzi e Palacio esterni e Sneijder alle spalle di Milito. L’Inter di Mou poteva contare su due elementi, Eto’o e Pandev, molto disposti al sacrificio dei rientri costanti.

Eto’o, elemento dalla forza fisica straordinaria, non è replicabile e quindi se Stramaccioni dovesse avventurarsi su questa strada esporrebbe i due mediani ad un lavoro improbo e le fasce non sarebbero presidiate. Palacio quest’anno nel Genoa ha giocato addirittura al posto di Gilardino, ha trent’anni, è un buon elemento specialmente se impiegato da seconda punta, ha qualità, senza dubbio. Ma una squadra vincente deve saper fondere qualità e quantità. Fa bene l’Inter a tenere Pazzini, unica alternativa a Milito; fa bene a riscattare il centrocampista colombiano Guarin e a confermare Poli e Obi, giovani interessanti, in crescita. Un’occhiata alla difesa verrà senz’altro data: per rimpiazzare Lucio se parte, o Maicon, pure lui uomo mercato. Ma adesso gli sforzi sono concentrati sull’attacco. Prendendo il Pocho di sicuro si potenzia una rosa che ha reso meno del suo valore: l’Inter era più forte dell’Udinese. Eppure l’anno prossimo starà fuori dalla Champions League".

Sezione: News / Data: Sab 26 maggio 2012 alle 12:55 / Fonte: Giuseppe Bergomi per la Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni
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