Tutti dovranno fare la propria parte per risollevare il calcio dopo lo stop. Tra i protagonisti, certamente, anche gli agenti. Al Corriere dello Sport parla Beppe Galli, presidente proprio dell'associazione italiana dei procuratori (Aiacs).

Galli, partiamo dal taglio degli stipendi che ha visto la Juventus muoversi per prima.  
"Credo possa essere preso come esempio su come gestire questo delicato momento. La coesione tra calciatori in primis e poi la condivisione con la società sono fondamentali, ma bisogna dire che ci sono dei tecnicismi da approfondire, per questo il “modello-Juve” non si può applicare incondizionatamente".  
 
Spieghi. 
"Si pensi, ad esempio ai calciatori in scadenza di contratto o ai numerosi giocatori in prestito. E comunque può essere riferito solo ai club di Serie A, perché le categorie inferiori devono essere necessariamente trattate in maniera differente". 
 
Che ruolo possono avere gli agenti in questa fase? 
"Siamo consapevoli che la nostra figura professionale, soprattutto in questo momento, possa essere punto cardine per trovare le migliori soluzioni, sollecitiamo una pronta risposta ed un coinvolgimento da parte delle autorità competenti".

Intanto però il ministro Spadafora impone lo stop ad aprile e la Lega Serie A non la prende bene. Voi delll’Aiacs come la pensate? 
"Auspichiamo di tornare alla normalità il prima possibile cercando tutte le soluzioni per ripartire al più presto, mettendo ovviamente al primo posto la sicurezza di tutti i protagonisti del nostro mondo. Al ministro Spadafora quando dice “Non esiste solo il calcio” ricordiamo che, pur rispettando tutte le altre discipline, il calcio è fondamentale per mantenere in vita il sistema sport–Coni, essendo, dati alla mano, una tra le prime aziende del Paese come giro d’affari". 

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Sezione: News / Data: Mar 31 marzo 2020 alle 13:52 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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