Il talento non può sfumare nel nulla. Andrea Ranocchia ha vissuto una stagione difficile, quella scorsa. Ma adesso si sente davvero un altro: "Ho passato un periodo in cui non ci stavo molto con la testa, ci sono pure stati episodi sfortunati ma ci ho messo del mio. È stato un anno sbagliato, ma credo che, alla fine, queste esperienze ti facciano crescere tanto, anche più di quando vai bene. Perché, migliorando i tuoi errori, impari come persona e cresci da calciatore", spiega il difensore a Tuttosport. Ranocchia analizza il suo momento difficile passato in estate: "Avevo voglia di riscattarmi. Ma già a fine stagione mi ha lasciato di sasso finire nell'inchiesta di Bari, però sono tranquillo: è giusto che la giustizia indaghi perché il calcio deve essere assolutamente pulito. All'arrivo di Stramaccioni, non c'ero con la testa, pure per colpa mia. Ho fatto tre giorni di vacanza, poi ho lavorato subito da solo e tutto è andato a posto, ho capito di aver toccato il fondo e mi sono dato una spinta verso l'alto. Mi sono detto che dovevo fare qualcosa in più perché quello che avevo fatto non bastava e non è bastato. Così, ho preso tre giorni di vacanza e poi ho iniziato subito ad allenarmi e sono arrivato a Pinzolo che andavo già forte. Era l'unico modo che avevo per riscattarmi".
Proprio l'arrivo di Stramaccioni si è rivelato un vero toccasana per l'ex difensore di Genoa e Bari: "Quando è arrivato l'anno scorso, c'ero fisicamente ma non mentalmente. Quest'anno mi ha dato fiducia da subito e cercherò di ripagarlo. È una persona diretta che se deve dirti qualcosa te la dice in faccia e questo credo sia un bene". Sul periodo estivo e sull'interessamento della Juventus: "Gigi (l'amico ed addetto stampa dell'Inter, ndr), mi è sempre stato vicino. In certe situazioni però gli altri possono soltanto darti una parola, ma ti devi tirare fuori da solo: così sono andato in America, ho staccato per tre giorni e poi mi sono rimesso ad allenarmi in palestra dopo aver spento il cellulare. Se ho trovato sms di Conte? No, no... Ho spento il telefono e avevo un numero americano. Non so se i dirigenti della Juve abbiano parlato con la società ma con me non hanno assolutamente parlato. Quest'estate mi sono allenato per l'Inter e non per un'altra squadra. Io ho un contratto fino al 2015 e darò tutto quello che avrò per questa maglia".
Ranocchia poi torna sull'inchiesta di Bari: "Quando è uscita questa cosa, sono rimasto di sasso perché non me l'aspettavo assolutamente. È giusto che la giustizia indaghi se ha dei dubbi perché il calcio deve essere pulito, perché le famiglie e i bambini che vengono allo stadio devono vedere uno spettacolo e non cose strane che non vanno daccordo con questo mondo. Se sono preoccupato? No, io sono tranquillo e chi mi conosce sa che queste cose non mi toccano. Adesso faranno tutte le indagini del caso e finirà lì, assolutamente senza problemi". Il difensore analizza anche la prossima sfida contro il Torino: "Noi però siamo l'Inter e a Torino dobbiamo fare l'Inter. Non possiamo perdere più altri punti dopo averlo fatto con la Roma. Con i giallorossi si sono dette tante cose, ma abbiamo giocato veramente bene e sull1-1 pensavo che l'avremmo pure vinta la partita. Poi però è arrivato quel contropiede che ci ha tagliato le gambe. La strada però è questa: bisogna soltanto migliorare le cose che sono andate bene perché in un campionato come questo, vince chi fa meno errori".
Sugli obiettivi fissati dall'Inter per quest'annata: "Questa Inter deve pensare solo a lavorare. Dopo il Triplete con Mondiale per club e Supercoppa arrivati nei mesi successivi, si è parlato tanto bisogna continuare a vincere, ed è arrivata solo una coppa Italia. Per questo bisogna solo correre, poi i conti si faranno alla fine". Chiosa finale sul capitolo Nazionale e sulla mancata convocazione: "Dispiace, però in questo momento forse è un bene perché posso lavorare, allenarmi e concentrarmi sulla mia squadra. Poi, se continuerò su questi livelli, il ritorno in Nazionale sarà soltanto una conseguenza. Se ho sentito Prandelli? No, non ho sentito nessuno. Il mister non è una persona che chiama per dare spiegazioni: lui fa le sue scelte e si accettano tranquillamente", conclude Ranocchia.
Mario Garau - Fabrizio Romano
Autore: Fabrizio Romano / Twitter: @FabRomano21
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