KAFA Sports a tu per tu con Hakan Calhanoglu. Gli inviati del canale Youtube turco hanno trascorso alcune ore in compagnia del centrocampista dell'Inter. Partendo da Appiano Gentile, centro di allenamento dove Calha fa da Cicerone mostrando la struttura e indicando anche alcuni lavori in corso di svolgimento: "La struttura è eccellente, tutto in un unico posto". Quando gli viene chiesto del cambio di allenatore col passaggio da Simone Inzaghi a Cristian Chivu e se questo episodio abbia inciso sulla squadra, Calhanoglu ribatte: "Chivu allenava già la Primavera dell'Inter, a volte facevamo le partitelle di allenamento contro la sua squadra. Quando ha iniziato a lavorare con noi, la squadra lo ha accettato molto velocemente. Lui ha anche giocato nell'Inter, e questo è indubbiamente un vantaggio. Dà un'opportunità a tutti, anche ai giocatori più giovani. Con Inzaghi era diverso, lui ha maggiore esperienza; hanno due filosofie separate".

Calhanoglu torna poi sul suo approdo in nerazzurro dal Milan.
"È un passo difficile, prima di tutto devi dimostrare il tuo valore e di essere in buona salute. E poi anche coi tifosi, dovevi convincerli che avresti dato sempre il 100%. La mia prima partita però è andata bene, ho segnato e fatto un assist. Ero sinceramente entusiasta di quella partita, è stata un'esperienza nuova, diciamo una transizione nella mia carriera".

Con l'Inter ti sei evoluto nella posizione di regista.
"Quando sono arrivato, in quella posizione giocava Marcelo Brozovic e con lui abbiamo spesso giocato insieme. Dopo che lui è andato via, il mister stava pensando a come risistemare quel ruolo e allora mi disse che avrebbe voluto mettermi alla prova. Io ho accettato perché la posizione era diversa ma non di molto. Certo, magari mi allontano dall'area però ho un maggiore controllo del gioco. Svolgo un ruolo che è insieme offensivo e difensivo, mi piace aiutare la squadra. Il mio gioco è cambiato, mi piace cimentarmi in nuove sfide".

Quando hai sentito il coro dei tifosi interisti per te la prima volta cosa hai provato?
" Sono rimasto sorpreso, qui in fin dei conti risulti essere un giocatore straniero. Questo amore è speciale, significa che ho avuto successo. Sono una parte molto importante della squadra, i miei sforzi sono stati ricompensati". 

I capisaldi del suo lavoro.
"Disciplina e motivazione. Quando ti svegli ogni mattina vuoi andare ad allenarti, questa è la motivazione. Poi la disciplina è molto importante. I giovani di oggi sono un po' pigri, però qualche sacrificio va fatto altrimenti è impossibile".

I rapporti con i compagni.
"Sinceramente vado d'accordo con tutti, poi maggiormente con Manuel Akanji, Yann Sommer, Marcus Thuram, Denzel Dumfries, Yann Bisseck".

Con Akanji hai stretto un legame particolare.
"Sì, perché parla tedesco e i nostri figli frequentano tutti la stessa scuola. Ma anche Denzel Dumfries ama molto i turchi".

Si torna poi sul passaggio all'Inter.
"Abbiamo aspettato fino all'ultimo che il Milan facesse una proposta per il rinnovo ma non è arrivata. A quel punto arrivò il mio agente che mi disse che c'era un'offerta del Barcellona e anche la Juventus era interessata. Ma poi è arrivata l'Inter, all'ultimo momento: Inzaghi ci chiamava continuamente, mi desiderava fortemente. In quel momento mi sono chiesto: 'Ma come si fa a passare dal Milan all'Inter?'. L'agente mi ha detto: 'Dormici su, poi quando ti svegli mi chiami. Ho accettato".

Hai parlato con qualcuno?
"No, è stata una mia decisione. Quando poi l'ho comunicata alla mia famiglia, loro l'hanno accettata". 

Sezione: In Primo Piano / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 12:28
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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Christian Liotta
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Christian Liotta
Giornalista dal 2011, segue l'Inter come a suo tempo Peppino Prisco servì l'Inter e quando può gira l'Italia per lei. Da anni è la voce (scritta) delle partite della squadra nerazzurra.