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Baresi racconta Mou: “Ho imparato molto. E quella sera al Camp Nou…”

Baresi racconta Mou: “Ho imparato molto. E quella sera al Camp Nou…”

Parla ai microfoni di Globo Esporte Beppe Baresi, assistente di Walter Mazzarri, che però, nel corso di questa intervista, ricorda e svela qualche segreto di Mourinho, di cui lui era vice-allenatore. "E' un motivatore nato –...

Gianluca Scudieri

Parla ai microfoni di Globo Esporte Beppe Baresi, assistente di Walter Mazzarri, che però, nel corso di questa intervista, ricorda e svela qualche segreto di Mourinho, di cui lui era vice-allenatore. "E' un motivatore nato - inizia Baresi -, ma ha una grande capacità di intuire ogni momento in cui si trova la squadra. Ci sono momenti in cui i giocatori non hanno necessità di essere motivati, perché hanno bisogno di tranquillità. Lui sa quando mettere pressione, quando aumentare la tensione e quando lasciare tutti in pace. E' un grandissimo gestore dello spogliatoio e io ho imparato molto nei due anni con lui". Successivamente Baresi racconta ance qualche aneddoto particolare della gestione dello Special One, soprattutto nella serata magica di Barcellona: "Lui sa benissimo quando intervenire. Sa quello cghe deve fare in ogni situazione e lui prepara il gruppo in anticipo a tutte le situazioni che si possono verificare. Al Camp Nou eravamo 11 contro 11, ma lui, dopo l'espulsione di Thiago Motta, modificò radicalmente tutta la strategia. In quel momento lui doveva motivare un po' la squadra affinché i giocatori non si demotivasseero, perché giocare contro quel Barcellona in 10 era una battaglia. Ma normalmente, Mou disse alla squadra come mettersi in campo perché sapeva che i giocatori necessitavano di tranquillità. E' fantastico nella gestione umana, ha una varietà di forme per caricare ogni singolo giocatore individualmente, sia che debba parlare individualmente, sia che si tratti di una chiacchierata notturna, sia che debba dire cose aggresive faccia a faccia. E' molto sincerp con i suoi giocatori e questo è molto importante: anche con quelli che giocano meno, perché non si sa se anche solo per due o tre minuti si debba entrare in campo Mourinho vuole che i giocatori si convincano dell'importanza di quei due o tre minuti".