Si è appena concluso un anno che resterà per sempre nel cuore e nella testa di chi ama l'Inter. Perché il 2024 ha portato alla conquista della Seconda Stella, arrivata dopo la storica vittoria nel romantico derby sotto la pioggia che neanche l'alto volume della musica techno pompato a San Siro dal mondo rossonero ha potuto silenziare. Il 20° Scudetto nerazzurro, alzato 'in faccia' ai cugini del Milan, è destinato ad essere uno dei più belli di sempre. Se non il più bello.
E pensare che il 2024 inizia con un flashback da 'Pazza Inter' quando il 6 gennaio, nel giorno dell'Epifania, la Befana rischia di lasciare un po' di carbone nelle calze nerazzurre. Ci pensano poi Frattesi (con il tap-in della vittoria last minute) e Henry (che calcia fuori il rigore al 100° minuto) a riscrivere la storia di quell'Inter-Verona giocato in un freddo pomeriggio di San Siro. Ma se davvero esistono i segni del destino... quello era un segno del destino. Perché da lì in poi il percorso è netto: prima la conquista della Supercoppa Italiana a Riad (nella speranza di una dolce replica nei prossimi giorni), poi l'allungo in classifica su una Juventus che tiene botta a colpi di vittorie sporche di 'corto muso' e di evitabili metafore su 'guardie e ladri' che, vista la storia del club bianconero, non facevano altro che mettere in luce disagio e frustrazione.
L'Inter e Inzaghi però non ci sentono. Tappano le orecchie, abbassano la testa e fanno parlare il campo. Il 4 febbraio a vincere di 'corto muso' è l'Inter, per giunta con un autogol di Gatti. Karma. Da lì in poi il volo spedito verso il tricolore, con le uniche macchie stagionali legate alle precoci eliminazioni in Champions League e Coppa Italia: 2-4 in rimonta nella tana della Roma, poi ben tre 4-0 di fila rifilati alla Salernitana, al Lecce e all'Atalanta nel recupero; a seguire il 2-1 sul Genoa, lo 0-1 di Bologna e l'1-1 con il Napoli, fino ad arrivare allo sprint con Empoli (2-0), Udinese (1-2 con la zampata fotocopia del solito Frattesi) e il pareggio interno col Cagliari che apparecchia la tavola a quello che nei libri di storia del calcio sarà per sempre il "Derby della Seconda Stella". Poi la festa, immensa, con Milano colorata di nerazzurro per una settimana e invasa soprattutto il giorno di Inter-Torino, con la parata cominciata nel primo pomeriggio a San Siro e conclusa in Piazza Duomo a notte fonda. Tra cori, bandiere e momenti indimenticabili che l'Inter vuole rivivere anche nel 2025. Perché l'obiettivo è "provare vincere tutto". Parola di capitan Lautaro Martinez, portavoce del gruppo e protagonista di un'annata storica e di un'altra che è ancora tutta da scrivere.
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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