editoriale

Lukaku gigante di un’Inter vincente. Guai a parlare di quarto posto

Lukaku gigante di un’Inter vincente. Guai a parlare di quarto posto

Ci sono persone che entrano naturalmente nel cuore delle altre. Si fanno apprezzare e volere bene senza il minimo sforzo. Semplicemente con la loro sincerità o con il loro modo di comportarsi. Tra queste inserirei sicuramente Romelu Lukaku....

Simone Togna

Ci sono persone che entrano naturalmente nel cuore delle altre. Si fanno apprezzare e volere bene senza il minimo sforzo. Semplicemente con la loro sincerità o con il loro modo di comportarsi. Tra queste inserirei sicuramente Romelu Lukaku. Una vera e propria icona per il mondo interista. In questi giorni, dopo l’addio di Conte, il tifoso aveva bisogno di sentire un certo tipo di parole. E prontamente Big Rom le ha pronunciate: “Io resto all’Inter per provare a vincere il secondo scudetto di fila”. Frasi impegnative, certo che però ribadiscono, se ce ne fosse bisogno, l’attaccamento alla maglia, al gruppo e al proprio lavoro di uno degli attaccanti più forti del mondo.

Il 9 nerazzurro sa perfettamente che a Milano, dove evidentemente vive benissimo, si può aprire un ciclo. E che quanto fatto sinora sia solo una parte di un percorso che può essere ancora arricchito con plurimi trionfi. Un applauso anche a Skriniar, che più o meno ha dichiarato le stesse cose del compagno di squadra dal ritiro della Slovacchia. Attenzione: io non criticherò alcun giocatore che deciderà di accasarsi da qualche altra parte. Il lavoro è sacro e se ci sono degli accordi pregressi questi devono essere rispettati. Però mi sembra anche giusto rimarcare la voglia di nuovi successi nerazzurri da parte di uno dei leader indiscussi della squadra.

Ovviamente dipenderà dalla rosa. E solo a mercato concluso si potrà provare a prevedere quel che potrebbe essere. Ma ad oggi l’Inter ha cambiato allenatore, ma non si è indebolita a livello di calciatori. Sicuramente ci sarà qualche cessione eccellente. Ma ricordo pure esuberi lautamente pagati che dovranno per forza portare vantaggi economici alla Beneamata. E allora che tutti seguano il filo conduttore di Marotta, Lukaku e Skriniar: quello dell’obiettivo seconda stella.

L’Inter, a differenza dell’annata precedente, partirà da campione in carica. Il che non è esattamente un dettaglio. E fare finta di nulla, sostenendo eventualmente che si debba solo entrare in Champions League, sarebbe il fallimento in cinque minuti del preziosissimo e lodevolissimo lavoro di mister Conte. Il Biscione deve lottare per il titolo, che poi non ci riesca è un altro conto. Ma dichiarare agli inizi di giugno che andrebbe bene pure il piazzamento sarebbe un ritorno alla mediocrità degli anni passati. Che poi ripeto, certi discorsi andranno affrontati con calma tra qualche mese. Ma siccome sono certo che la squadra non verrà smantellata e che pure le altre società non ingaggeranno campioni che da soli potrebbero decidere il torneo, la sensazione è la squadra di Inzaghi se la possa giocare alla grande.

A proposito del mister piacentino, ieri ha vissuto la prima giornata in nerazzurro. E nel frattempo la società ha ufficializzato lo staff tecnico. Di fatto ci sarà una squadra nella squadra a preparare ogni singolo particolare. Una questione fondamentale, perché noi alla fine vediamo solo le partite del mercoledì e della domenica. Ma quello che mostrano i calciatori in questi casi altro non è che il risultato di tutto quanto disposto negli allenamenti.

Se chi ti prepara è un fuoriclasse, tu renderai al meglio. E sono certo che pure i nuovi, dopo aver visto l’Inter campione d’Italia, vogliono far vedere al mondo di non essere inferiori ai propri predecessori. Che vogliano vincere e non siano da piazzamento. Altrimenti avrebbero già fallito in partenza.