Oggi va in scena il quinto derby milanese dell'anno solare. Un record. Dopo lo scivolone nella prima stracittadina dello scorso campionato, è arrivato un poker servito da parte dell'Inter che ha fruttato anche una Supercoppa italiana vinta in quel di Riyad e l'accesso alla finale di Champions con tanto di esodo nerazzurro a Istanbul. Successi che certificano al meglio chi abbia comandato a Milano nella scorsa stagione. Ma in casa Inter guai a fidarsi della statistica. Obbligatorio invece resettare il tutto e pensare di scendere in campo con la stessa fame e concentrazione mostrata nelle recenti sfide. Del resto sarà il derby delle prime due in classifica anche se San Siro ruggirà a partire dalle 18, quando sarà quindi terminata l'altra grande gara in programma in questa quarta giornata di campionato, ossia Juventus-Lazio, collocata alle 15.
Nei primi tre turni del torneo Inter e Milan hanno volato sfruttando i benefici di un calcio mercato rischioso, ma nello stesso tempo affascinante. Entrambi i club hanno voltato pagina cedendo pezzi importanti e anche storici come ad esempio Brozovic e Tonali. E nell'Inter si sono registrati altri addii eccellenti, Romelu Lukaku in primis. Ma sulla sponda nerazzurra dei navigli sono arrivati giocatori altrettanto forti che consentono a Simone Inzaghi di avere due interpreti altamente competivi in ogni ruolo. E il Milan sembra aver vinto la scommessa che ha visto il club rossonero puntare su stranieri di qualità e fisicità che permettono a Stefano Pioli più soluzioni tattiche. Il derby che potrebbe già dire qualcosa di importante in chiave scudetto, arriva dopo la sosta per le Nazionali che hanno costretto alcuni protagonisti della stracittadina a lunghi viaggi con il pericolo infortuni dietro l'angolo. E il Milan, che già dovrà rinunciare in difesa allo squalificato Tomori, non potrà contare sull'infortunato Kalulu.
Nell'Inter da valutare le condizioni di Cuadrado, afflitto da una tendinite che però non dovrebbe impedirgli di sedersi inizialmente in panchina. Tutto da vedere e gustare il confronto a distanza tra Lautaro Martinez, attuale capocannoniere con cinque reti in tre gare e Rafa Leao, sempre più imprendibile quando c'è da puntare l'avversario di turno. Sarebbe stato probabilmente meglio per Inzaghi e Pioli poter lavorare con le rose al completo in una settimana tipo, ma dal punto di vista della spinta psicologica per l'Inter la sosta potrebbe essere stata anche un toccasana. Pensiamo infatti a quanto possa essere carico quel Davide Frattesi, uno dei colpi più importanti del mercato in entrata nerazzurro, dopo la doppietta realizzata in Nazionale proprio dentro il suo nuovo stadio. Nonostante questo, l'ex Sassuolo oggi partirà dalla panchina, salvo sorprese dell'ultima ora. Calhanoglu, Barella e Mikhitaryan formano il centrocampo che al momento regala più certezze al mister, soprattutto nel derby che ha i suoi codici anche scaramantici. Per le rotazioni arriverà a pennello la prima di Champions League in programma mercoledì 20 settembre nella tana basca della Real Sociedad.
Questo a dimostrare come l'Inter riveduta e corretta in estate sia altamente competitiva a prescindere dagli interpreti dello spartito inzaghiano. L'Inter forte in ogni reparto deve però dimostrarsi tale sul campo, senza obblighi che sanno di tranello mediatico. Esemplare la battuta con la quale ieri il mister ha risposto a chi in conferenza gli parlava di un'Inter chiamata a vincere il derby per mandare alle rivali un messaggio in chiave scudetto: “Sì, sarebbe un bel messaggio, ma sino a tre partite fa dicevate che ci eravamo indeboliti, ora sembra che l'Inter debba vincere l'Europeo, anche se probabilmente l'Europeo lo giocherà l'Italia e non l'Inter”.
È carico Simone Inzaghi, come è carica la sua creatura grazie anche alla grande autostima venutasi a creare dopo il gran finale della scorsa stagione culminata nella finale di Champions League, raggiunta proprio dominando i rivali cittadini nei due derby di semifinale. Ma, come dicevamo in apertura, è obbligatorio resettare tutto e non pensare di essere più forti per grazia ricevuta. Intanto sarà garantito il solito spettacolo sugli spalti, per calendario sarà la Beneamata a giocare in casa, il nerazzurro colore predominante. Poi parlerà il campo. Dopo quattro successi consecutivi, dammi il cinque, Inter!
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