Sicuramente, Gasperini ha fatto bene a parlare delle partite con Mezzocorona e Cremonese definendole ‘amichevoli’; perché, se guardiamo bene, sono state le uniche due sfide, insieme alla sgambata coi dilettanti del Trentino Team, ad avere connotati amichevoli. Una volta espatriati, le gare disputate hanno avuto ben altro tipo di agone. Sia col Galatasaray che con il Celtic, infatti, l’Inter ha dovuto fare i conti con la foga a tratti esasperata degli avversari, spesso sfociata in interventi ‘maschi’, quando non peggio. Agonismo, poi, misto a rabbia per la pessima gestione di gara dell’arbitro Hancock, che ha espulso Motta per due gialli veniali e non ha provveduto su un fallo brutto e pericoloso su Pazzini. Ma tant’è, è andata bene ugualmente; anzi, volendo è anche meglio così, meglio assaggiare subito il sapore della lotta vera, in modo da tirare fuori subito le unghie quando a Pechino si giocherà il derby di Supercoppa. Da altre parti (leggi Germania) non ho visto tutto questo furore, chissà, magari non è poi così un vantaggio…



Dobbiamo essere contenti della prova dell’Inter di ieri: per il gioco espresso, per la capacità di saper resistere anche sotto di un uomo, ma anche e soprattutto per le tante note positive che Gasperini ha raccolto a livello individuale. Tutti hanno fatto la loro parte, da Castaignos, autore di un gol stupendo col quale ha confermato che le doti di rapace dell’area di rigore ci sono eccome, a Castellazzi, autentico mattatore lì dietro con una serie di parate eccezionali, tranquillizzando tutti nel modo migliore dopo il brutto incidente di Bochum, Julio Cesar in prima battuta. E poi Pandev, davvero incontenibile quest’oggi, quasi a voler mandare un sms a chi di dovere: “Meditate, io ci sono e lotto”; Pazzini, che pur avendo a che fare con un martello di nome Loovens, ha tirato fuori dal cilindro un gol in spaccata capolavoro. E poi, il sacrificio di Sneijder, la quantità di Mariga, fino alla gemma finale Faraoni: ottimo il ragazzo, gettato nella mischia a freddo in un ruolo non suo al posto dello sfortunato Nagatomo (Gambare, Yuto, ti aspettiamo!) e protagonista in positivo specie nella ripresa, dove a momenti piazzava la terza palla alle spalle del portiere avversario.

E oggi, altro giro, altro avversario, il Manchester City. Una sfida che nel suo destino sembra avere impresso l’appellativo di ‘speciale’: poteva esserlo per Mancini l’anno scorso, negli States, ma lui quella gara dovette saltarla per problemi personali; passa un anno e diventa speciale il doppio, anzi il triplo: oltre che per Mancini, infatti, sarà la prima volta da avversario dell’Inter per Mario Balotelli. E indubbiamente, c’è curiosità per capire tante cose su questa sfida tra Balo e il suo passato, in primis se Mancini, dopo averlo tenuto fuori ieri, gli concederà di scendere in campo. Ma sarà speciale anche perché negli ultimi giorni il mercato nerazzurro ha ballato essenzialmente lungo l’asse coi Citizens: si è fatto seppur brevemente il nome di Eto’o, continua a farsi con insistenza quello di Carlos Tevez che anelerebbe il trasferimento a Milano. Quest’oggi, in terra irlandese, Inter e City si affronteranno sul campo, ma chi può dire che nei prossimi giorni non ci sia un ‘terzo tempo’, intorno a una scrivania? Chi vivrà vedrà…
 

Sezione: Editoriale / Data: Dom 31 luglio 2011 alle 00:01
Autore: Christian Liotta
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