Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore. 

Così Italo Calvino in "Lezioni americane" rifletteva e al contempo invitava il lettore a riflettere sulla vita quotidiana, esortandolo a vivere la vita con leggerezza d’animo. Che leggerezza non è superficialità, ma togliere peso ad una realtà sempre più asfissiata da sentimenti che ogni giorno ne compromettono la serenità. 

Allo stesso modo Antonio Conte in quel di Crotone rifletteva e al contempo invitava i suoi giocatori a riflettere, attendere, far girare palla con serenità, esortandoli a vivere la gara con leggerezza d'animo. Atteggiamento che certamente stona con mimica e gestualità del leccese stesso, in perenne stato di agitazione e frenesia. Ma a Crotone, Antonio lo sa, agitarsi serve a poco, dimenarsi convulsivamente ancora meno. Stato di forma smagliante, avversario abbordabilissimo e uno scudetto quasi in mano: ingredienti che fanno della partita dello Scida novantatré minuti di sereno palleggio, giro palla e percussioni in avanti, rimasti in uno stato di quiete malgrado qualche spruzzo di sfortuna che di tanto in tanto si opponeva al vantaggio interista. Due legni, qualche scivolata di troppo e qualche errorino che non hanno scalfito la pacatezza della squadra di Conte, sempre concentrata, compatta, tosta e sicura di sé. D'altronde, a questo punto della stagione - e dell'Inter contiana - non potrebbe essere diversamente. "In questo anno e mezzo il gruppo ha lavorato tanto sul concetto di mentalità" continua a ribadire l'allenatore salentino che ci tiene a sottolineare la crescita mentale di una squadra oggi armata di un'imbattibilità psicofisica che veste magistralmente. Della squadra dagli indumenti provincialotti, quasi spaesata sui grandi palcoscenici, non c'è più traccia e la piccola fiammiferaia tanto strapazzata, a tratti umiliata, sul finire del 2020 si è presto trasformata in principessa guerriera degna dell'Amazzonia. 

In Lezioni Americane, Calvino con l'obiettivo di impartire una vera e propria lezione di vita in vista del nuovo millennio, dedica ogni capitolo (o lezione)  ad uno specifico tema fondamentale: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità e concretezza. E a Crotone l'Inter dopo aver imperniato la sua prestazione di stoica leggerezza ha applicato, uno per uno, il resto dei temi fondamentali per Conte. Rapidità, visibilità, molteplicità e infine esattezza che prende il nome di Christian Eriksen prima e Achraf Hakimi dopo. 

Come a Napoli a spaccare il match è il danese, che a differenza della trasferta del Maradona, ci mette soltanto tre minuti per sbloccare la gara e trovare il terzo gol stagionale che sottoscrive e certifica l'ormai indiscussa importanza nelle trame calcistiche di questa Inter. Gol scudetto? "Gol molto importante che ci avvicina allo scudetto" risponde l'ex Tottenham a fine partita con il sorriso sulle labbra. Un sorriso che quattro mesi fa sembrava utopico e che a tre mesi da quella punizione in quei quarti di Coppa Italia rende giustizia alle lezioni americane di Calvino. Subentrato a Stefano Sensi, l'algido centrocampista biondino ha immediatamente aggiunto saturazione ad una gara già colorata ma dal risultato ancora poco nitido, zampettando da una parte all'altra del campo, insinuandosi tra gli avversari spezzandone le linee con una naturalezza che oggi, ripensando a quell'unico triste minuto in campo in quel lontanissimo Inter-Bologna, riempie il cuore. Naturalezza e leggerezza causa e conseguenza di una crescita nel tempo che oggi fanno di lui un sereno quanto solido perno di centrocampo libero da costernazioni. Avrà avuto ragione Calvino ma, c'è da ammetterlo, anche Conte che un po' per caso, un po' per oculatezza ha saputo tirar fuori da Eriksen quella leggerezza di cui necessitava per planare dall'alto sui macigni sul cuore e sul rettangolo verde. 

Dalla leggerezza all'esattezza di Christian e di Achraf che due volte hanno aggiornato il tabellino, portando a casa un bottino pieno che vale la gioia di un viaggio quasi giunto a destinazione e che, in attesa di arrivare alla meta, volge verso Milano sulle note di un attesissimo coro intonato a perdifiato... Intanto che il loading dello scudetto, oggi al 99%, si completi... Salutate la capolista, l'Inter se ne va.

VIDEO - NELLO SPOGLIATOIO INTERISTA È GIÀ FESTA SCUDETTO: SFOTTÒ AL MILAN, TORNA UN VECCHIO CORO E SI ESALTA ANCHE CONTE

Sezione: Editoriale / Data: Dom 02 maggio 2021 alle 00:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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