Interista e plurimedagliata. Titoli che Arianna Fontana si tiene stretti e non baratta neppure per una Champions League. "Perché va bene l'amore per l'Inter, però le mie medaglie me le sono sudate tutte e quindi non ne scambierei neanche una!". Comprensibilmente 'severa' l'atleta azzurra che non smette di sventolare alto il Tricolore. E a proposito di Tricolore, Arianna racconta la sua fede nerazzurra, che a breve potrebbe regalargli un'altra gioia Nazionale. "Anche se all'inizio tifavo Milan, poi mio fratello mi ha fatto convertire..." ha raccontato a Sport Week, dove ha raccontato: "Mi piace Dimarco, mi rivedo in Barella e per una staffetta di short track sceglierei Dumfries".

Perché proprio lui?
"È olandese! E magari buon sangue non mente visto che nel mio sport sono spesso molto forti (sorride)".

Prima di essere un cuore nerazzurro tifavi per i cugini rossoneri, come mai?
"Lo facevo per par condicio, volevo dividere la casa a metà visto che mia mamma tifa Milan, mentre papà e fratello sono nerazzurri sfegatati. Loro si disperano proprio quando perde l'Inter! Posso dire che ero una milanista non praticante, nel senso che non seguivo così tanto il calcio. Poi...".

Poi il colpo di fulmine?
"Ho iniziato ad andare allo stadio con mio fratello, seguivo le partite coi suoi occhi. E così è nato il mio amore per i nerazzurri"

Che effetto ha fatto essere premiata da Zanetti prima di Inter-Genoa?
"È stato magico".

La partita che ti ha trasportato di più?
"Vabbè, facile: le due semifinali di Champions contro il Barcellona. I ragazzi ci hanno regalato qualcosa di veramente clamoroso. All'andata ero in Spagna, una cosa allucinante: abbiamo fatto 3-3 nella tana del leone. Neanche il tempo di sedermi e avevamo già fatto gol, quasi ci sono rimasta male. Mi chiedevo: ma che cosa sta succedendo?".

E poi al ritorno...
"Ero al Meazza con mio fratello. È venuto giù lo stadio, ero senza parole. Se siamo tra quelli usciti prima? No, no. Ci credevamo. Finché la gara non è finita bisogna continuare a crederci. Sempre".

Il primo idolo?
"Ne dico due: Zanetti e Maldini, le due icone di Inter e Milan".

Dell'Inter di oggi chi ti piace?
"Sicuramente Barella, poi dico Calhanoglu e Dimarco. Quando ero allo stadio per Inter-Genoa Dimash ha fatto proprio una super partita. Gol, assist.. uno dei giocatori chiave di questa squadra".

Ti rivedi in qualcuno di loro nel modo di interpretare lo sport?
"
Barella, come dicevo, perché si vede quanto ci tiene. Si impegna e non accetta le sconfitte. In questo mi rivedo in lui".

Per lo scudetto ovviamente è fatta?
"Da atleta non guardo mai il risultato finale. Penso gara per gara, turno dopo turno. Nel calcio è uguale: non è finita finché non lo è... ma quando hai continuità, sei sulla strada giusta".

Sezione: Copertina / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 13:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi