Nuova vittoria per l’Inter in casa contro il Bologna di Donadoni che tanto timore incuteva alla vigilia per la sua predisposizione a impegnare le grandi in questo campionato. Andiamo a ripercorrere i dati salienti del match di San Siro di sabato sera in questo appuntamento con “Da Zero a “Dieci.
ZERO - Le parate effettuate da Handanovic nell’arco del match contro i felsinei. Difatti sabato sera il numero uno sloveno non ha subito conclusioni verso la sua porta e l’unica che ha centrato i pali, è quella di Brienza che ha riaperto la gara nel finale.
UNO - Mancava un minuto al termine quando Rodrigo Palacio si è fatto ammonire per proteste facendo così scattare la squalifica in vista della trasferta di settimana prossima contro la Roma. Un’assenza pesante per Mancini che avrà gli uomini contati in attacco per la gara dell’Olimpico, alla luce delle assenze di Jovetic (out fino alla sosta) e di Icardi uscito infortunato ieri sera.
DUE - I gol di Danilo D’Ambrosio in questa stagione entrambi su sviluppi di calci piazzati e molto simili, in termini di interpretazione dell’azione. Il terzino campano, al di là del gol e dell’assist per Perisic, è stato autore di una buona prova sia in fase difensiva che in quella offensiva risultando uno dei migliori in campo. Il tutto sotto gli occhi di Antonio Conte che a livello di terzini, per la Nazionale, non ha certezze in vista di Euro 2016...
TRE - Dopo 29 giornate disputate, i nerazzurri rimangono la terza difesa del campionato, con 27 reti al passivo. Il dato poteva essere migliore se solamente ci fosse stata più concentrazione in alcune occasioni, come, ad esempio, all’89° minuto del match contro il Bologna di sabato sera quando è stato concessa una rete a Brienza che ha riaperto improvvisamente la gara.
QUATTRO - I minuti trascorsi fra il primo e il secondo gol dell’Inter che hanno l’effetto di una combinazione pugilistica che ha messo knock-out il Bologna. I felsinei, grazie anche ad un migliore approccio nel secondo tempo, avevano messo in apprensione in qualche occasione la retroguardia nerazzurra, ma Perisic e D’Ambrosio hanno tramortito la squadra di Donadoni come fossero un gancio ed un montante al volto.
CINQUE - Dopo soli cinque minuti finisce la gara di Mauro Icardi in un modo che lascia l’amaro in bocca: nel tentativo di arrivare su un pallone nell’area piccola l’attaccante argentino va in allungo e il suo ginocchio destro rimane bloccato dal terreno di gioco distorcendosi, appunto, il ginocchio. Fra oggi e domani verranno effettuati gli esami strumentali per verificare se siano interessati anche i legamenti, ma comunque, sarà molto difficile vedere il capitano nerazzurro in campo a Roma, per stessa ammissione di Mancini nel post-partita.
SEI - Gol subiti in casa dall’Inter nei secondi tempo e tutti e sei sono stati subiti nell’ultimo quarto d’ora di gara. Il dato fa preoccupare o, quantomeno riflettere. Nelle ultime sei gare in casa, quattro gol sono arrivati al novantesimo minuti o, peggio ancora nel recupero, e questo ha una doppia valenza: o la squadra si espone troppo ai contropiede avversari nel tentativo di vincere una gara bloccata sul pareggio, oppure dopo aver messo in ghiaccio la partita i nerazzurri staccano la spina dando agli avversari la possibilità di andare a segno.
SETTE - Fra il sette e l’otto è la prestazione di Ivan Perisic che dalla gara contro la Juventus di Coppa Italia è diventato il vero e proprio trascinatore di questa squadra. Dopo essere stato bollato come “flop” troppo presto, adesso i 18 milioni spesi per lui in estate appaiono anche pochi in relazione al suo valore in campo e alla sua duttilità: fascia destra o fascia sinistra per lui non fa differenza: il suo avversario diretto dovrà sempre inventarsi qualcosa di impossibile nel tentativo di fermarlo o almeno rallentarlo.
OTTO - I corner battuti nella prima frazione di gioco da parte dell’Inter. In totale sono 13 i tiri dalla bandierina calciati dai nerazzurri e il fatto che le due reti siano arrivate proprio dai corner fa capire come questa squadra abbia la capacità di poter sbloccare le gare più complicate anche grazie ai calci da fermo. E in Italia questa non è una dote di poco conto.
NOVE - I passaggi chiave partiti dai piedi di Brozovic e Ljajic. Il tandem serbo-croato si è caricato sulle spalle tutta quanta la fase di impostazione della manovra rendendola fluida ed imprevedibile, grazie anche al lavoro sporco di Eder da prima punta. I due slavi, che vivono un ottimo momento di forma sono sempre di più i cervelli pensanti di questa squadra.
DIECI - I Dribbling tentati dalla catena di destra formata, inizialmente da D’Ambrosio e Ljajic. I due hanno convertito il 60% dei dribbling e questo, specialmente nel primo tempo, ha tenuto molto basso Masina, che alla vigilia era uno degli osservati speciali: così facendo l’Inter ha avuto lo spazio necessario per mettere alle strette il Bologna, anche se non è riuscita a trovare la via del gol. Settimana prossima contro la Roma, potrebbe capitare la stessa cosa nel tentativo di obbligare Digne solamente alla fase difensiva e, magari, impegnare il trequartista esterno giallorosso a profondi ripiegamenti per aiutare la retroguardia.
Autore: Gianluca Scudieri / Twitter: @JeNjiScu
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