Incursione speciale di Massimo Moratti durante 'Sky Calcio Unplugged', podcast nel quale è stato ospite Julio Ricardo Cruz. Di cui l'ex patron dell'Inter parla così: "Che bello sentirti, come va? Grandissimo centravanti, grandissimo. Mi fa sempre piacere sentirti, poi sei un amico, che è la cosa più bella", le sue parole. Prima di ricordare il derby vinto in rimonta contro il Milan, quello del gol di Ronaldo ai nerazzurri: "Uno gol lo segnasti tu, uno Ibra. Fantastico, uno dei tanti derby divertenti. La memoria si confonde, i giocatori sono sempre stati rispettosi e seri, c'è sempre stato un clima intelligente. Questo mi ha sempre fatto piacere, gli allenatori rispettavano i giocatori, Quando è successo che qualche allenatore andasse oltre, c'era qualche giocatore che sapeva difendere il resto della squadra. Samuel non parlava mai, ma con un allenatore che caricò troppo la squadra gli disse esattamente cosa pensava. Da quel momento tutto funzionò bene. Fortunatamente andò bene. Uno non si rende conto della tensione che soffrono i giocatori prima delle partite importanti. Con Julio andavi sul sicuro, è il centravanti che tutti vorrebbero nella propria squadra perché segnava sempre. Nelle gare impossibili, quelli che pensavi potessero andare male, lui piantava dentro 2-3 gol. Fantastico, aveva grande classe".
Chivu sentiva la pressione?
"Io la sentivo per forza. Chivu riusciva a mantenere un atteggiamento di sicurezza, di tranquillità. In realtà era coraggiosissimo, Si spaccò la testa e dopo un mese dall'operazione si è rimesso a giocare. Ultimamente mi ha detto che mentre giocava, quando colpiva la palla di testa, vedeva buio per cinque secondi. E' un ragazzo intelligente, si sa amministrare bene".
Lei è stato come un padre per i giocatori.
"Era un dovere umano comportami così. Nel mondo del calcio, uno veniva abbandonato quando viveva situazioni gravi. Kanu? Ancora ora sta bene. A me piaceva molto come giocatore, aveva una classe immensa. Tra i momenti difficili ricordo l'infortunio di Ronaldo a Roma, una tragedia greca. Si è spaccato il ginocchio, fu una cosa terrificante. Lo aspettavamo tanto, era un giocatore bravo e serio, era appena tornato".
Cosa è mancato per portare Cantona all'Inter?
"Mi piaceva molto, presi Ince e mancava Cantona. Andai a vedere la gara col Crystal Palace, la partita del calcio al tifoso. Io dissi: 'Fantastico, ora lo squalificano e lo prendiamo noi'. Beccammo Cantona e una persona con lui, pregai di portarlo a Milano ma non se ne fece nulla. Il giorno dopo tutti vennero a sapere dell'approccio dell'Inter e tutti si mossero affinché non si muovesse dallo United. E' un uomo intelligente, un giocatore eccezionale. Se l'avessimo preso, avremmo vinto subito il campionato. Avevamo una squadra arrivata terza con situazioni strane".
Per quale giocatore farebbe pazzie?
"Pazzie è un modo di dire. Si discute sempre se conviene spendere per tanti giocatori o per un giocatore forte. L'esperienza vuole che sia bene prenderne uno forte, ti ripaga anche se lo vuoi rivendere. In Italia c'è Nico Paz, bello da vedersi, un piacere ammirarlo. Non seguo così tanto il calcio internazionale, ce ne sono tanti. Nico Paz mi sembra fortissimo".
Mourinho ancora al Real?
"Facciamo crescere Chivu all'Inter, mi farebbe piacere se lo prendesse il Real perché per lui sarebbe una rivincita. Il carattere è sempre lo stesso, mi farebbe piacere".
Si aspettava Chivu allenatore così bravo?
"No, questo non lo puoi dire. Non lo pensavo all'epoca, non mi sono mai posto il problema. Lo ha fatto bene nel vivaio dell'Inter, al Parma, poi nella prima squadra nerazzurra. Ha avuto un miglioramento costante, di un ragazzo intelligente. Io pensavo che Cambiasso sarebbe diventato un bravo allenatore e lo credo ancora adesso".
Contratto a vita per un giocatore dell'Inter attuale.
"Lautaro, è ancora giovane. Ha un fisico leggero, non può peggiorare atleticamente all'improvviso. E' un giocatore validissimo, ha un carattere da capitano. E' l'uomo su cui conto di più. Barella è un altro da tenere per il carattere che ha, si esprime sempre nei momenti decisivi. Non voglio offendere gli altri che sono tutti bravi, ma cito questi due".
Lo scambio Eto'o-Ibra.
"Mi ricordo l'imbarazzo col presidente Laporta nel match di ritorno, in estate gli dissi che Ibra gli avrebbe fatto vincere tutto. Lui ci credeva, invece abbiamo vinto tutto noi, compresa la Champions. Ricordo l'imbarazzo, ma io ero sincero su Ibrahimovic, che non si trovò bene con Messi".
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