Attuale presidente del CSM Reșița ed ex direttore sportivo della Dinamo Bucarest, Cristian Bobar, conoscenza approfondita di Cristian Chivu, è stato intervistato da Gazeta Sporturilor per parlare proprio dell'allenatore romeno, fresco di titolo di Campione d'Italia. "A nome del club e della gente di Resita, mi congratulo con lui. I suoi risultati non mi sorprendono. Ha una forte personalità, è stato capitano e leader per tutta la vita" ha premesso.

Come sarebbe potuto cambiare il destino di Cristian Chivu 10 anni fa?
"Ne abbiamo parlato. Giocava e piangeva. L'ultima volta che ci siamo visti è stato per un caffè a Bucarest, prima che assumesse la guida del Parma". E a proposito di quell'incontro, ricorda: "So che anche prima aveva ricevuto molte offerte in Italia da squadre di alto livello, ma anche da altri paesi per cifre considerevoli, ma aveva scelto di restare in Italia, nello specifico nelle giovanili dell'Inter, che è la sua squadra del cuore. Quando lavoravo alla Dinamo, Ionuț Negoiță mi incaricò di parlare con lui del suo ingresso ufficiale nel club. Si trattava di diventare presidente o direttore generale, a seconda di cosa desiderasse".

"Parliamo con la signora Mariana Chivu periodicamente, credo settimanalmente. Una donna particolarmente modesta. Una vera signora. La aspettiamo il 16 maggio, in occasione del centenario del club CSM Reșița, mi ha confermato che sarà presente", ha continuato Bobar, che racconta vari aneddoti della vita di Chivu in patria, come quando l'oggi allenatore della Beneamata scese in campo a giocare il giorno della morte del padre: "È stato un uomo forte fin da giovanissimo. Quando aveva 17 anni, ha giocato con la maglia del Reșița il giorno in cui è morto suo padre. Che forza, che carattere! E ha giocato un'intera partita. Io ero un raccattapalle, ho tre anni meno di lui. Ha giocato, ha pianto, ma non si è mai arreso. Ha una forza straordinaria, è un uomo forte. È sempre interessato al CSM Reșița, come mi racconta la signora Mariana e quando viene a Reșița, non si mette in evidenza, viene per rilassarsi, non per farsi vedere da tutti".

In conclusione, Bobar ha raccontato due episodi che testimoniano il legame forte tra Chivu e la città del Banato:
"Nel 2010, il giorno dopo la vittoria della finale di Champions League, insieme alla sua famiglia ha partecipato allo svelamento di una statua dedicata al padre. Un altro momento delicato, carico di emozioni, di lacrime. Ha anche donato gratuitamente un campo in erba sintetica alla nostra squadra Avevamo un accordo e, ancora una volta, si è comportato da vero gentiluomo. Resița rimarrà per sempre nel suo cuore e siamo orgogliosi di un grande allenatore. Che diventerà ancora più grande e conquisterà molti trofei", chiude.

Sezione: Copertina / Data: Gio 07 maggio 2026 alle 15:42
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi