Massimilano Mirabelli è il protagonista di una lunga intervista a calciomercato.com in cui ripercorre le tappe della sua carriera dirigenziale con ampio spazio per la parentesi nerazzurra. A partire da quando, osservando un Boca-River delle giovanili, vide un giocatore che ha poi fatto fortuna in Serie A. "Un ragazzino che dominava il centrocampo con una personalità che si distingueva. Faceva sembrare tutto semplice. A un certo punto la sua squadra rimane in dieci e il tecnico lo abbassa come centrale di difesa. Fa benissimo anche lì. Allora torno in Italia e racconto tutto sia a Mancini che a Piero Ausilio. Gli dico che ne ho visto uno veramente forte, il nome è Rodrigo Bentancur e si può prendere a fronte di un investimento non troppo esoso”. Il trasferimento, spiega Mirabelli, non si farà peri problemi dovuto al fair play finanziario in piena era Thohir. 

Come molti sanno, il suo addio all'Inter e il passaggio al Milan ha creato qualche attrito con Ausilio. Mirabelli definisce l'esperienza nerazzurra "la possibilità che aspettavo da tempo" e nel parlare del rapporto con Ausilio non nasconde rammarico. “È una cosa che ancora adesso mi provoca dispiacere. Piero è una persona cui ho voluto e voglio un gran bene. A lui devo molto, un uomo con valori che condivido, un professionista serio. Un chiarimento? Mai per come avrei voluto. Ci siamo incrociati in occasione di qualche derby ripromettendoci una cena che per mille motivi diversi non si è mai svolta. Ma prima o poi accadrà, magari al termine di questo brutto periodo che stiamo vivendo”. 

Decisamente migliore il rapporto con Roberto Mancini. “Un uomo di una classe incredibile", lo definisce Mirabelli. "È nato per vincere e non ha paura del fallimento. Lui gioca l’Europeo e si presenta per vincerlo. Solo chi è grande come lui non si cura di certi rischi”. Il suo addio ha influito, forse, anche su quello di Mirabelli all'Inter. “Non è semplice rispondere a questa domanda ma forse la sua scelta ha in qualche modo influenzato la mia", è la risposta.

Infine un giudizio su Eriksen. “Per me è un calciatore formidabile, un trequartista come ne esistono pochi in circolazione. Detto questo, non devo insegnare nulla a Conte, che reputo uno degli allenatori più intelligenti e preparati al mondo. Non mi sorprenderei nel vedergli cambiare modulo anche all’Inter. Anche perché credo che lì il problema sia diverso. Se vuoi giocare a tre in difesa, a turno, uno dei due laterali deve dare appoggio al centrocampo e né Skriniar Godin sanno interpretare questo tipo di ruolo".

Sezione: Copertina / Data: Gio 02 aprile 2020 alle 12:12
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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