"La squadra è consapevole dell'importanza della sfida di domani. Dobbiamo essere competitivi e siamo pronti", ha detto Carlos Cuesta dalla sala stampa  del Mutti Training Center di Collecchio, dove l'allenatore del Parma ha presentato in conferenza la sfida di domani in casa della capolista. "Cambiamenti? Abbiamo avuto tanti cambiamenti durante la stagione. Siamo stati in un percorso con la nostra identità che è state in costante evoluzione. Quando abbiamo trovato un equilibrio, che ci ha dato risultati, siamo andati dritti su quella strada. Ora dobbiamo continuare a fare punti, migliorare quello che abbiamo fatto fino a ora" ha spiegato senza dare spoiler sulla formazione.

Quanto c'è di Chivu in questa salvezza del Parma?
"Lui ha creato delle basi importanti per raggiungere la salvezza dello scorso anno e queste certezze ci hanno aiutato a raggiungere l'obiettivo quest'anno. Noi abbiamo provato a crescere e ad andare avanti".

Domani ritrova Chivu, a inizio anno eravate due underdog. Possiamo dire che ce l'avete fatta entrambi?
"Immagino che anche lui sarà focalizzato sul fare il meglio. Sono felice per i suoi traguardi all'Inter. Domani tutti saremo determinati a portare il risultato a casa. Per loro sarà speciale, ma anche per noi sarà un'opportunità di giocare a San Siro contro una squadra forte, per crescere e dimostrare il nostro livello".

Come ha visto la semifinale tra PSG o Bayern? 
"La partita perfetta non esiste: il calcio è uno sport di errori. C'è bellezza anche nell'imperfezione. Ho goduto molto in quella partita, come anche in Argentina-Francia in Qatar. C'era incertezza in tutte le azioni, eri incollato allo schermo con la consapevolezza che c'era sempre pericolo. L'approccio difensivo è stato simile ad alcune squadre in Italia, ma la qualità dei singoli permetteva di saltare l'uomo e creare pericolo. Sono state due squadre allineate alla loro filosofia e al modo che sentono migliore per arrivare al risultato. Sono sempre stati così e cambiare voleva dire ai giocatori che non erano abbastanza bravi. Gli allenatori devono creare una linea guida coerente con il credo dei giocatori e sanno che possono pagare un prezzo. Altri allenatori magari possono giocare in modo diverso, pensando a subire meno gol. Per me comunque è stata una partita bellissima, così come Atletico-Arsenal, con tanti spunti".

Contro il Pisa ha cambiato tutto il centrocampo, come mai?
"Il talento del centrocampo, di cui abbiamo parlato è stato dietro quella logica. Centravano le caratteristiche tecniche e la freschezza dei giocatori. Anche Almqvist ed Elphege quando sono entrati hanno avuto impatto. I cambi che entrano devono essere pronti e l'azione del gol contro il Pisa ce lo ha dimostrato. I subentrati hanno messo in campo delle caratteristiche di palleggio e di movimento che ci hanno fatto sbloccare la partita".

Ondrejka e Oristanio poco utilizzati ultimamente. Come mai?
"La competizione è grande, soprattutto davanti abbiamo tanti giocatori. In funzione della partita e del contesto scegliamo più uno o un altro. Loro hanno qualità e talento, sappiamo che ci possono aiutare e proviamo a decidere in base a quello che pensiamo più giusto".

Come sta vivendo Pellegrino la concorrenza di Elphege?
"Io lo vedo essere se stesso. Lavora ogni giorno con la stessa mentalità e con la stessa capacità di influenzare positivamente gli altri, preparandosi al meglio per fare ciò che ha fatto in tutta la stagione. In tanti momenti ha dato un contributo incredibile, non solo a livello di gol ma anche di crescita. La competitività interna è sempre una cosa buona, è uno stimolo in più per alzare il tuo livello. Pellegrino la sta vivendo con serenità, mostrando ogni giorno quanta fame ha per alzare il suo livello".

Sezione: L'avversario / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 13:00
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
vedi letture
Egle Patanè
autore
Egle Patanè
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi