La Gazzetta dello Sport sottolinea le prime indicazioni fornite dal lavoro di Antonio Conte dopo la chiusura del ritiro di Lugano. 

Verticalità e intensità - Il cambio che sembra più radicale è quello dello stile di gioco: il possesso palla insistito, e a volte anche orizzontale e prolungato per cercare di far aprire l’avversario è stato sostituito da una immediata verticalità. I tre centrocampisti centrali quando hanno la palla non sono in linea: Brozovic è il più arretrato, Sensi gli dà spesso una soluzione verticale e centrale. Un piano di gara del genere necessita di una forte e continua intensità perché i primi secondi dell’azione possono essere decisivi e rallentare può equivalere a fermarsi. 

Gli esterni - Perisic e Candreva partivano larghissimi, coi piedi sulla linea laterale: la loro tenuta difensiva è stata testata poco, ma in attacco hanno fatto vedere varie soluzioni. Il croato non solo ha cercato il fondo o il tiro, ma altre volte si è accentrato con il pallone, scaricando poi sul centrocampista appostato al limite, come in occasione del gol di Brozovic. A un certo punto si è visto un cross di Candreva per Perisic, sul secondo palo: da esterno a esterno, un marchio di fabbrica contiano.

Palle ferme - Il tecnico vuole due uomini a battere (per dare la possibilità dello scambio), cinque saltatori in area e due stoccatori al limite dell’area, che domenica erano Perisic e Sensi o Brozovic e Sensi, con Candreva a dare copertura centrale.

Difesa a tre - I meccanismi difensivi avranno un «crash test» più probante sabato contro il Manchester United, ma fino al minuto 85’, e soprattutto quando in campo c’era il trio titolare (D’Ambrosio-De Vrij-Skriniar) dietro si è rischiato pochissimo. L’olandese è perfetto per il ruolo di ultimo baluardo, lo slovacco può permettersi di provare spesso l’arma dell’anticipo, D’Ambrosio è già sulle orme di Azpilicueta. I meccanismi sembrano già discretamente oliati, e deve ancora arrivare Godin. 

VIDEO - GABIGOL, ALTRI DUE AL GOIAS: CHI LO FERMA PIU'?

Sezione: Rassegna / Data: Mar 16 Luglio 2019 alle 09:12 / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
Vedi letture
Print