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Bergomi: “Le avversarie dell’Italia hanno individualità importanti, come Lukaku. Ma il nostro collettivo fa la differenza”

Bergomi: “Le avversarie dell’Italia hanno individualità importanti, come Lukaku. Ma il nostro collettivo fa la differenza”

Dopo le prime due partite finite a punteggio pieno per gli azzurri di Mancini valsi la qualificazione agli ottavi di Euro 2020 e in attesa dell'ultima partita valida per i gironi, che in caso di vittoria regala all'Italia la...

Redazione

Dopo le prime due partite finite a punteggio pieno per gli azzurri di Mancini valsi la qualificazione agli ottavi di Euro 2020 e in attesa dell'ultima partita valida per i gironi, che in caso di vittoria regala all'Italia la qualificazione da primi del girone, l'ex capitano interista nonché difensore della Nazionale, Giuseppe Bergomi, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, parla di "consapevolezza che diventa coraggio: è così quando sai cosa fai. Siamo organizzati, facciamo bene le due fasi, tutti, e abbiamo talento, tanto. E poi perché dobbiamo fidarci di Mancini: Roberto anzitutto è credibile e anche per questo il gruppo lo segue, quasi ciecamente. È lui l’artefice di quello che stiamo vedendo e ha avuto ragione: ha creato un gruppo che gioca da club".

Le altre meno?"Le altre hanno le caratteristiche delle rappresentative. La Francia ha più individualità di noi, questo è fuori discussione, ma gioca meno di collettivo: in quello siamo più bravi noi, decisamente. Il Belgio contro la Danimarca ha vinto una partita che non meritava, anche dopo aver segnato il 2-1 ha rischiato di nuovo, non ha mai dato l’impressione di un dominio totale. Certo, hanno Lukaku, Hazard, De Bruyne: grandi giocatori, ma a questi grandi talenti non ho mai visto fare il lavoro che fanno Berardi, Insigne, Immobile, Jorginho".

Se l’aspettava un’Italia così?"Ho seguito molto l’evoluzione di questa squadra e sinceramente mi ha sempre impressionato, lo dicevo anche in tempi non sospetti. In tanti dicevano e dicono: fa così bene perché gioca con avversarie medio piccole. Vero, ma una volta certe rivali non le dominavamo così. La Svizzera era un buon test: superato alla grande. Abbiamo fatto diventare la Svizzera scarsa, ma non è scarsa: siamo stati bravi noi".