Tuttosport propone oggi un'intervista all'avvocato Paco D’Onofrio riguardo all'indagine sugli arbitri in corso da parte della Procura di Milano. "L’indagine penale è ancora in corso e sono troppo pochi gli elementi per capire se si sia trattato, eventualmente, di semplici irregolarità protocollari o di veri illeciti sportivi, per i quali occorre il dolo specifico, cioè la lucida volontà di alterare il risultato di una gara".
 
"Paragoni con Calciopoli? Bisognerà attendere gli esiti dell’attività investigativa, per capire se i criteri di colpevolezza utilizzati in quel processo sportivo ricorrano anche nella vicenda odierna. Certo quel precedente ha fatto giurisprudenza, anche per la severità applicata alla valutazione degli episodi contestati ai deferiti. I precedenti segnalano che nei casi di accertata colpevolezza vi sia sempre il coinvolgimento del club “beneficiario”. In ogni caso, l’art. 6, comma 5, del Codice Figc in questi casi parla comunque di responsabilità presunta: “La società si presume responsabile degli illeciti sportivi commessi a suo vantaggio”. L’art.30 del Codice della Figc impone l’accertamento di “atti diretti ad alterare” lo svolgimento di una gara, dunque di un accordo illecito".
 
"Le bussate al Var? A mio avviso, non ricorrendo il presupposto che ho prima richiamato, cioè il dolo specifico, si tratterebbe, al più, di una semplice violazione procedurale. I contatti col referee manager? In quel caso non ci sarebbe alcuna violazione, perché quella figura è stata istituita proprio come referente e legittimata ad avere contatti e confronti, che certo non devono sfociare in altro. Finché la manifestazione di un parere non diventa una illegittima richiesta, non sussiste l’illecito. Diversamente, anche qualora non si arrivasse a configurare l’illecito sportivo, comunque potrebbe sussistere la violazione dell’art. 4, cioè dei generali principi di lealtà e correttezza, proprio la norma applicata durante Calciopoli".

D'Onofrio specifica anche che "la norma punisce anche solo il tentativo, cioè la strategia attuata, anche se poi non ha portato alcun beneficio o addirittura quella partita sia stata persa". Quanto al lavoro della Procura Figc, "dovendo attendere l’invio degli atti dalla Procura di Milano, è fisiologico un allungamento dei tempi di conclusione dell’attività istruttoria della Procura Figc, che poi avrà fino a 60/120 giorni per decidere se archiviare o deferire gli indagati".

Sezione: Rassegna / Data: Mar 05 maggio 2026 alle 11:02
Autore: Antonio Di Chiara
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