Alessandro Altobelli ha giocato 466 partite con la maglia dell’Inter tra il 1977 e il 1988 e dei derby è stato un grande protagonista, segnando 7 gol: assieme a Roberto Boninsegna, è il capocannoniere vivente dei nerazzurri nella stracittadina. "Davanti ci sono solo Meazza – che al Milan ha segnato 12 reti e quando è passato ai rossoneri ha fatto anche un gol all’Inter – e Nyers (11). Intervistato da 'Sportweek', Spillo ricorda i suo derby e parla di quello di stasera.
Altobelli, che derby erano i suoi?
"Mi ricordo due cose. Il derby era sentito tantissimo perché molti giocatori di Inter e Milan arrivavano dai settori giovanili, c’era una voglia di vincere che andava indietro nel tempo. Erano partite sempre emozionanti, non c’era mai un’azione a metà campo: noi e loro per 90 minuti giocavamo così, quando una squadra finiva di attaccare l’altra ribaltava sempre il gioco. Quando perdevi dovevi aspettare 4-5 mesi per rifarti e non era bello. Figuriamoci se poi perdevi pure il ritorno...".
Una stagione fa il derby d’andata l’ha deciso Icardi e quello di ritorno Lautaro su rigore. Stavolta Mauro non ci sarà...
"Parlare ancora di Icardi è inutile, oramai la sua storia è accantonata. Oggi penso a Lukaku, un giocatore che mi piace e che si è presentato bene, segnando e facendo vedere qualità tecniche, agonistiche e fisiche che potranno servire tanto all’Inter. Il belga è l’uomo che voleva Conte: anche quando soffre sottoporta fa comunque un lavoro importante, visto quanto è in grado di aiutare la squadra. Qualcuno poteva anche pensare che Lukaku avrebbe faticato all’inizio, invece è stato il contrario: San Siro l’ha accolto alla grande, si è innamorato di lui. L’affetto della gente in una piazza come Milano è la spinta per riuscire a dare sempre il massimo".
L’altro grande acquisto nerazzurro, come ha sempre detto Marotta, è Antonio Conte.
"Verissimo. Contemi ricorda Eugenio Bersellini: era chiamato il sergente di ferro perché comandava lui, era un uomo solo al comando,quello che diceva era legge, quindi tutti i giocatori lo seguivano, gli obbedivano. Lo stesso succede oggi con Conte: i giocatori sono i suoi soldati. Abbiamo una squadra a cui magari sulla carta manca qualcosa, però con la voglia di arrivare trasmessa da Conte abbiamo fatto un bell’inizio e siamo primi a punteggio pieno: si è visto l’attaccamento alla maglia, il rispetto verso tifosi e società. Anche se non va dimenticato che negli ultimi due anni con Spalletti forse non si andava a vedere l’Inter per il gioco, però abbiamo conquistato la Championse questo non è poco: era il massimo per quella squadra, con Juve e Napoli molto più forti".
Oggi l’Inter che faccia ha?
"È un’altra squadra, perché ha cambiato i giocatori che un anno fa dovevano essere fondamentali, come Icardi, Nainggolan, lo stesso Perisic. L’Inter di Conte ha una difesa fortissima, i tre dietro sono tra i migliori in circolazione enel modulo di Antonio avere Godin-De Vrij-Skriniar insieme è una garanzia. È stato importante rafforzare il centrocampo accanto a Brozovic: il croato del passato recente sembrava svogliato, invece Marcelo serve davvero, è l’anima di questa Inter. Sensi ha fatto vedere cose stra- ordinarie e sta prendendo per mano la squadra in maniera inaspettata, mentre Barella ha la stoffa per fare il titolare come dimostra la scelta di Mancini in Nazionale. Anche il ritorno di Candreva ad alto livello sarà fondamentale".
L’Inter quest’anno dove può arri- vare? Parlare di anti-Juve è azzardato?
"C’è entusiasmo, ma vanno fatti i conti con Juve e Napoli. Conte deve cercare di accorciare il gap dalle prime due, quindi arrivare ancora in Champions e dar fastidio al Napoli per il secondo posto, senza far scappare la Juve. Un anno fa dopo 4 partite Spalletti aveva 4 punti e Allegri 12, il campionato era già finito. Stavolta sembra diverso. La Juve deve essere presa come punto di riferimento, perché mette dentro due-tre pezzi nuovi ogni anno e resta fresca, non invecchia mai. L’Inter deve arrivare più vicino possibile ai bianconeri: la campagna acquisti o le parole qui non contano, se il gap si è ridotto ce lo diranno solo i punti".
Ha detto che il derby si deve vincere, non soltanto giocare. Secondo lei stasera chi vince e chi sarà decisivo?
"Oggi non mi interessa chi segna, l’importante per l’Inter è vincere. Chi ha più possibilità di essere decisivo? Di sicuro Lukaku e Lautaro. Ma occhio agli inserimenti di Brozovic e Sensi e ai calci d’angolo, con i tre difensori che saltano molto bene. Se finisce con un gol di Lukaku o del Toro, però, è meglio".
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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