"Pinamonti sta facendo bene". Parola di Stefano Vecchi, che ospite sulle frequenze di TMW Radio spende parole al miele per il giovane bomber scuola Inter e ora in forza al Genoa: "Attaccante e difensore centrale sono ruoli in cui sono richieste fisicità, malizia, esperienza... Non è un caso che i grandi bomber abbiano una certa età. Certe qualità te le costruisci nel tempo, e già il fatto che si stia ritagliando spazi importanti in Serie A fa sì che prima o poi arriverà anche in doppia cifra" dice l'ex tecnico della Primavera nerazzurra.

Crede che il tema giovani sarà all'ordine del giorno nel rilancio del calcio italiano?
"Deve essere così. Credo che ci siano gruppi di ragazzi dal '97 al 2002 che si stiano affacciando alla Serie A, trovando dello spazio maggiore rispetto agli altri anni. Io ho potuto lavorare in una società importante come l'Inter, che ha sempre avuto ragazzi interessanti, e i passi fatti nella Primavera, col girone d'élite, siano serviti a far crescere i ragazzi. I discorsi delle squadre U23 potrebbe facilitare quelli che rischiano un po' di perdersi tra le varie categorie. In Italia però spesso si finisce con dei compromessi che non aiutano nessuno, e questo vale per il calcio che altro. Ieri sera vedevo Barrow, Kulusevski, Carboni del Cagliari... Ma penso anche a Esposito, Zaniolo, Pinamonti che ha fatto gol con la Juve. Abbiamo tanti ragazzi che si affacciano al grande calcio: ultimamente si è lavorato bene, ma non è mai abbastanza".

Che ne pensa delle squadre U23?
"Solo la Juventus non basta. Bravi a farla, con neanche poca fatica in questi primi anni: ora hanno capito cosa serve e si stanno strutturando per una squadra più competitiva. La Coppa Italia non è un fuoco di paglia: la Juve U23 cercherà di essere nei playoff. Il discorso l'ho vissuto con mano all'Inter, e per le regole imposte era complicato proporre una seconda squadra. Non è un caso che nei primi due anni abbiano faticato tanto, dovendo attingere anche a giocatori over. Ora però ci sono dei giovani che riescono ad esordire anche in prima squadra: le seconde squadre sono utili ma devono essere facilitate dalle regole, non ostacolate".

Nella sua panchina europea con l'Inter segnò Van Dijk per il Southampton.
"Era già considerato un giocatore top, infatti andò al Liverpool per un sacco di soldi. Fece gol e colpì una traversa: ridendo e scherzando, quando l'abbiamo visto entrare in campo pensavamo che per marcarlo sulle palle inattive dovevamo metterci uno sopra l'altro. Eppure l'Inter aveva giocatori strutturati. Impressionante, è un gigante. In quel Southampton c'era anche Tadic, altro giocatore che ha fatto molto bene: era una buona squadra".

Sezione: News / Data: Gio 02 luglio 2020 alle 21:19 / Fonte: TMW
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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