A cinque giorni dall'archiviazione del campionato, con la riammissione l'Inter in Champions dopo sei anni di assenza come ultimo verdetto, Marco Tardelli torna sul caso De Vrij, scrivendo la sua in una lettera pubblicata su La Stampa: "Oggi ho deciso di scrivere la mia rubrica a coloro che non credono al calcio giocato e ai suoi valori - esordisce il campione del mondo 1982 -. Gente che si agita, che avvelena i pozzi della buona fede e della professione. Cari voi che criticate Simone Inzaghi per avere mandato in campo De Vrij nel match contro l’Inter, determinante per raggiungere la Champions. Per inciso: De Vrij aveva già un accordo con il club nerazzurro. Avreste voluto voi che il giocatore rimanesse in tribuna a guardare i compagni? Avreste voluto voi che egli lasciasse a metà il lavoro svolto in questi tre anni? Io dico di no. Perché allora, chiedo, non fermarlo prima? Anche Reina ha giocato a S. Siro da avversario disponendo già di un contratto con il Milan, ma ha fatto la propria parte da vero professionista. È vero che quanto accaduto durante Lazio-Inter, cioè il rigore di De Vrij su Icardi che ha portato al 2-2, è degno del più grande Sorrentino, maestro di Grandi Bellezze. E però io ho la certezza della casualità, insomma niente dietrologia. Inzaghi, compagni e club conoscono il giocatore e soprattutto l’uomo: decidendo di farlo giocare hanno puntato sul vero valore dello sport e degli sportivi: l’onestà". 

Sezione: News / Data: Ven 25 maggio 2018 alle 18:43
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
vedi letture
Print