Intervistato a margine del Consiglio Federale di oggi andato in scena in FIGC, il presidente della Lega Serie A, Ezio Maria Simonelli ha parlato con dispiacere e disagio degli scontri che hanno preceduto il derby della Mole tra Torino e Juventus la scorsa domenica. "Come ho già detto, non sono fatti belli e non fanno bene al calcio. Mi auguro che non capitino mai più, la partita dovrebbe essere un momento di gioia e non di scontro" ha detto prima di tirare in ballo il derby della Madonnina, una delle stracittadine più sentite in Italia e nel contesto calcistico europeo in generale. "lo vivo a Milano e per il derby vedo che arrivano persone con la maglietta del Milan e dell'Inter senza che ci siano mai scontri, ma solo per il piacere di andare a vedere la partita" ha apostrofato duramente prendendo dunque il derby di Milano come esempio di riferimento. "Che in altre città questo diventi occasione per degli scontri tra teppisti non è sicuramente una cosa positiva" ha ancora aggiunto.

Questi fatti porteranno anche a delle riflessioni sulla compilazione dei prossimi calendari?
"Come ho avuto modo di dire, il calendario non aveva questo tipo di limitazioni. Dove è capitato, come qui a Roma, la Lega è stata in grado di gestirla al meglio. Ciò non toglie che, soprattutto per la contemporaneità che certe partite si portano dietro nelle ultime due giornate, forse non è opportuno che partite così delicate trascinino poi gli orari di tutti gli altri. lo immagino che anche il derby di Torino prossimo anno avrà il divieto della notturna, quindi chiaro che se dovesse ricapitare in una delle ultime due giornate potrebbe a sua volta trascinare gli altri. Quindi è una questione di carattere oggettivo, che mi porta a dire che è meglio evitare negli ultimi giorni queste partite ad alto rischio".

Il presidente del CONI ieri ha detto che 'il calcio non deve essere ostaggio degli ultras'.
"Penso di averlo detto anche in maniera molto chiara, gli ultras non devono decidere o provare a decidere se giocare o non giocare una partita. Ci sono già delle norme che prevedono la squalifica dei calciatori che vanno a parlare con gli ultras. lo non so nel caso di Locatelli (nell'ultimo derby Torino-Juventus, ndr), sicuramente sarà andato su indicazione del Questore o del Prefetto per cercare di mantenere l'ordine pubblico. Ma in generale, se un giocatore va a parlare autonomamente con gli ultras sotto la curva mi risulta che già da tempo ci siano delle norme che sanzionino questo comportamento. E secondo me è una cosa giusta. Voglio ripeterlo, i tifosi sono tutti, quelli che stanno nelle curve, nei distinti o nelle tribune; su un giocatore vuole andare a salutare, va a salutare tutti, fa il giro del campo come si fa quando si vince, ma non si va a riferire solo a qualcuno. Perché diventa offensivo nei confronti di tutti gli altri".

Sezione: News / Data: Mar 26 maggio 2026 alle 16:40
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
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Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi