"Alleggerire. Questo a mio parere deve essere il compito dell’allenatore di fronte ad un gruppo di ragazzi reduce da due mesi e passa di pandemia, tra angosce, ansie e paure che inevitabilmente hanno lasciato una traccia in ognuno di noi. Alleggerire la pressione psicologica, alleggerire i carichi di lavoro, alleggerire la quotidianità. Ritrovare un senso giocoso del calcio alleggerendo un po’ tutto". Parla così Gianni De Biasi, intervistato dal Corriere dello Sport

Quale sarà il problema principale da affrontare con i calciatori? 
"Lo stress psicologico. Veniamo da un periodo in cui diffidiamo di tutti, abbiamo evitato per settimane le persone per paura del contagio, ci siamo appartati. Riscoprire la collettività, ritrovare uno spazio condiviso: i miei colleghi allenatori dovranno essere bravi a ricostruire un ambiente, prima ancora di lavorare sulle varie personalità". 

L’allenatore avrà tempo per prepararli a questo campionato compresso? 
"Sì, il tempo c’è. In 2-3 settimane un atleta si può ricondizionare, ma intanto si può cominciare a giocare. Non saranno al top della forma, ma questo lo dobbiamo accettare. Parliamo di ragazzi giovani e sani, che hanno voglia di giocare e tornare a fare il loro mestiere. La Germania sta dimostrando che una ripresa è possibile. E non sono fenomeni, sono persone come noi che stanno provando a gestire una situazione nuova".

Andiamo incontro a due stagioni calcistiche appiccicate. Se tutto va come deve andare ne finirà una e subito dopo ne comincerà un’altra. Che problemi ci saranno? 
"I calciatori faranno meno vacanza, ma non mi sembra un dramma. I sacrifici veri sono altri. E comunque, se Dio vuole, pian piano ritorneremo alla normalità, quindi la situazione di quest’anno sarà un’eccezione". 

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Sezione: News / Data: Gio 28 maggio 2020 alle 17:46 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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