Alfonso Morrone, presidente dell'Associazione Direttori e Collaboratori Sportivi, è intervenuto a TMW Radio per parlare di alcune problematiche emerse a causa dell'emergenza Coronavirus e di come ripartire.

In questo momento i dilettanti sono loro tra i più colpiti:
"Quando parliamo di stipendi, pensiamo a Ronaldo, Zaniolo e altri, ma c'è una vasta platea di giocatori di C che giocano per portare a casa stipendi che non arrivano neanche a 2000 euro e pagano mutui e quant'altro. C'è da intervenire tra i dilettanti, al ministro Spadafora ho riportato queste tematiche. Dal prossimo decreto, dovrebbero esserci le coperture finanziarie per le società, per calciatori, dirigenti e così via".

Quanto è grande il rischio per la prossima stagione che molti club possano sparire?
"Molte squadre rischiano di sparire, c'è l'apertura del ministro Spadafora su questi 400 milioni di euro per il movimento dilettantistico. Servono risorse, se si dovesse ripartire, un'iniezione di liquidità da parte del governo alle squadre di D e C sarebbe buono. Anche se sono molto scettico sulla ripartenza dei campionati ora".

Come ristrutturare la burocrazia del calcio? I presidenti da dove dovranno ripartire?
"Da tutte le tragedie ci si rialza. Sicuramente avremo un calcio più povero ma migliore. Se finisce il calcio minore, finisce il calcio in Italia. C'è la volontà di rivedere, tra le altre, la legge Melandri. Si spera di reinvestire anche in infrastrutture e nei settori giovanili. Dobbiamo incentivare le società affinchè gestiscano questo settore, perché da qui nascono i campioni".

Quando si ripartirà, secondo te?
"Ci si attiene alle disposizioni del governo. Tutti sperano nella ripresa dei campionati. Se non si riprendesse, sarebbe un problema assegnare a tavolino certe decisioni. Sarebbe un arduo compito, per tutte le componenti federali, trovare la quadra". 

Sezione: News / Data: Gio 02 aprile 2020 alle 02:30
Autore: Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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