Sulla Gazzetta dello Sport, Andrea Elefante prova a dare un senso all'interismo, quel fenomeno che fa seguire in massa una squadra come quella nerazzurra nella "buona e nella cattiva sorte".

"Perché l’interista è così? La spiegazione più efficace che il tifoso nerazzurro riesce a trovare può disorientare: non esiste un vero perché - si legge -. C’è chi parla di amore nato nella sofferenza, chi di orgoglio, chi di differenza intesa come contrario di banalità, ma alla fine la sintesi per tutti è sempre la stessa: è un qualcosa che «semplicemente» si ha dentro. Che va oltre. Quasi un dovere, che si tramanda anche di padri in figli: diventa obbligo per immedesimazione, non per costrizione. Ed è un travaso che fortifica gli entusiasmi, perché li rinnova: chi frequenta il cuore della passione interista, la Curva Nord che nel 2019 compirà cinquant’anni, parla di ambiente in evoluzione, clima più coinvolgente, tifo ancora più collettivo. Ma i dati dell’ultimo periodo dicono anche che certi confini fra zone dello stadio, che in passato avevano finito per dividere San Siro, oggi si possono considerare abbattuti. Il resto lo fa l’«universalità» dell’amore nerazzurro: è raro che in una partita dell’Inter in trasferta il settore ospiti non sia completamente esaurito. E’ una rarità, e succede anche se l’Inter non si gioca la Champions come all’ultima giornata dello scorso campionato, quando furono costretti a rinunciare all’Olimpico almeno mille tifosi".

E il fatto che pian piano il club stia tornando a un livello d'eccellenza non fa altro che foraggiare questa passione. "L’anno scorso l’interista ha ricominciato ad annusare una consapevolezza di cui non ricordava l’odore e quest’anno, dopo l’ultimo mercato, ancora di più - scrive Elefante -. Un amore che non gli sembrasse scritto solo sulla sabbia: non chiedeva altro per tornare a riempire San Siro, soprattutto non chiedeva altro che tornare a riempirlo. Tutto qui".

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Sezione: News / Data: Gio 13 Settembre 2018 alle 12:52 / articolo letto 32699 volte / Fonte: Gazzetta dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni