Intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di sabato pomeriggio a San Siro contro l'Inter, l'allenatore del Bologna Thiago Motta parla così dei prossimi avversari: "Se l'Inter ha punti deboli? Nessuna squadra è perfetta, sicuramente è una squadra forte e gioca per obiettivi diversi dal nostro, sarà difficile ma giocheremo la nostra partita. Per noi conta solo essere al massimo, lottare sempre e poi avremo l'occasione di giocare in un grande stadio. Sarà un privilegio giocatore una partita così, così come è un privilegio lasciare tutto in campo, per i compagni e per i nostri tifosi".
Discorso esterni: ha giocatori di grande qualità, le rimane il dubbio fino alla fine di chi schierare? Le viene anche la tentazione di schierarne uno in più a centrocampo?
"Sono contento del lavoro che stanno facendo tutti. Non mi viene la tentazione di schierarne uno in più, io voglio stare attento a mettere in campo la migliore squadra possibile per affrontare ogni partita. Voglio mettere in campo una squadra competitiva per tutti i 90 minuti, perché non possiamo pensare di giocare a tratti o solo una parte di partita. Dobbiamo puntare sempre al massimo, mettendo in condizione però tutti di giocare in maniera competitiva per tutti i novanta minuti anche in partite come quella di sabato contro una squadra forte come l'Inter".
Pensa a come sarebbe la classifica senza errori arbitrali?
"No, basta. Sono stati degli errori che come ha detto Fenucci, anche gli arbitri saranno dispiaciuti, e lo sono anche io soprattutto per quelli contro il Monza. Ma si continua a lavorare, si va avanti e si pensa a cosa possiamo migliorare noi. Ovviamente speriamo che non si ripetano certi errori, perché con la tecnologia che c'è oggi si possono evitare".
Che gara si aspetta dall'Inter...
"L'Inter è estremamente efficace perché è comoda in quello che fa, aspettando l'avversario, come ha fatto contro il Milan. Anche l'anno scorso di Champions contro il Barcellona hanno giocato così e hanno fatto molto bene. Mi aspetto un'Inter che nei primi 20-25 minuti vuole mettere pressione e intensità: noi dobbiamo essere pronti ad affrontare una squadra forte e preparata sicuramente per il campionato e che può competere anche in Europa. Dovremo essere pronti e cercare di portare la partita dalla nostra parte, con il cuore a mille ma giocando anche con la testa e sapere in che momento attaccare o in quale difendere e restare compatti. Dovremo approfittare nel momento in cui abbiamo il possesso".
Negli ultimi due anni il Bologna a San Siro ha faticato, perdendo due volte per 6-1. Pensa che partite così possano rimanere nella testa dei giocatori?
"Stiamo parlando di una squadra forte, ma tutto ciò che è passato rimane nel passato anche l'ultima giocata contro l'Empoli. Per me ogni partita ha la sua storia, questa cosa può contare ma secondo me pochissimo. Abbiamo l'opportunità di giocare una grandissima partita e di continuare sulla nostra strada, pronti a tutto ciò che serve per fare una grande partita".
Il percorso che ha fatto l'Inter arrivando fino alla finale di Champions l'ha resa più consapevole?
"Sicuramente. Quando arrivi a un livello così, quando arrivi ad una finale di Champions non lo fai per caso e questo da convinzione certamente. In più hanno messo dentro tanta qualità. È chiaro che da fuori è difficile sapere cosa accade all'interno, ma da fuori si vede una squadra convinta di quello che fa e della sua idea di gioco. Noi dobbiamo concentrarci su di noi, fare ciò che sappiamo fare e affrontare come sempre la partita al massimo. Abbiamo bisogno di una grandissima prestazione".
A che punto è il percorso di crescita di Fabbian?
"Può crescere tantissimo perché ha grande qualità fisiche, tecniche e ha il gol nel DNA. L'ho visto per un periodo un po' sotto tono e so perché anche se lui parla pochissimo. Ha avuto un piccolo fastidio fisico ma lui non ha mai voluto fermarsi... e questo dice tanto del giocatore che è. Questa mentalità e questo atteggiamento lo aiuterà molto a migliorare perché lui vuole migliorare".
Avere la seconda miglior difesa in Italia è sinonimo, quasi sempre, di essere una grande squadra. Avete già superato il palcoscenico dello Stadium, San Siro può essere un altro bivio per capire il livello di questa squadra?
"La fase difensiva io la adoro perché è la dimostrazione di un gruppo determinato e concentrato, disponibili ad aiutarsi per difendere la nostra squadra. Ogni partita però fa storia a sé e gli episodi possono cambiare tutte le partite. Noi possiamo controllare il nostro essere, e dovremo andare in campo al massimo. Arriviamo in uno stadio bellissimo per giocare a calcio e come dico sempre ai ragazzi prima di entrare in campo, è un privilegio giocare partite così: dovremo lasciare tutto in campo, per noi e per la nostra gente".
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