A tutto Javier Zanetti. Tra una canzone e l'altra, il capitano si concede a Drive Inter. Le domande precise di Nagaja Beccalossi, le risposte limpide del capitano, che sprinta tra i campi di Appiano Gentile per tornare in campo il prima possibile.
E' passato un anno rispetto all'ultimo viaggio, e sono successe tante cose. Dovendo raccontare questo anno, da dove partiresti?
"E' stata una stagione difficile, perché siamo partiti bene in campionato e poi per vari motivi le cose sono andate male e sono finite peggio. Per quanto riguarda i risultati, non era questo finale ciò che avevamo in mente. Personalmente mi è capitato questo infortunio grave, l'unico della mia carriera, ma fa parte del passato. Ora c'è un anno nuovo, con la speranza che le cose possano migliorare e tutti abbiamo in mente che l'Inter torni protagonista".
Personalmente che anno è stato per Javier?
"Dal punto di vista familiare è stato un anno felice, faccio di tutto per i miei bambini, ci tengo tantissimo alla famiglia. Con Paula viviamo per loro e cerchiamo di fargli vivere tutto ciò che li porti ad essere felici. E a causa di questo infortunio, sicuramente me li godo di più. C'è la Fundacion Pupi, quando torniamo in Argentina andiamo nella sede della fondazione e ti rendi conto di ciò che è stato fatto e di ciò che farai. Nonostante la crisi a livello mondiale, per la Fondazione è stato un anno positivo perché tanti processi vanno avanti e soprattutto vedo che i bambini sono felici, che è una cosa che ci piace di più. Ho pure cantato con loro, mi piace cantare, ma quel video è stato fatto 7 anni fa. Ci sono ancora i bambini molto piccoli, tanti sono cresciuti. E non so perché è andato in onda adesso. Tra l'altro abbiamo, a casa nostra, il satellite che prende i canali argentini e l'altra mattina facendo colazione mi sono ritrovato a cantare".
Come lo vedi il tuo futuro dal punto di vista professionale?
"Sto facendo di tutto per tornare bene e il prima possibile. Voglio sentirmi bene, rendermi utile per la mia squadra, per la società. E se mi renderò conto che quando tornerò a giocare le cose andranno bene da essere all'altezza di questo campionato alla fine della stagione valuterò cosa farò".
Dal punto di vista privato invece cosa ti aspetti? Un altro figlio?
"Speriamo (ride, ndr). Bisogna convincere di più Paula, vuole riposare un pochino. Anche se il quattro è il numero di famiglia... Io aiuto tantissimo, però mi rendo conto che per lei è un grande impegno e poi voi donne volete tornare ad essere in forma, che è giusto. Bisogna dare questo tempo per sistemare le cose. Ma mia moglie è in grande forma. Le ho mai scritto una poesia? Sì, sono molto romantico. Ne ho scritte tante quando eravamo fidanzati, e quando abbiamo fatto la festa per i 20 anni abbiamo messo le foto di quando eravamo fidanzati. E lì ho capito che le conserva. Pensavo che lo sapessero tutti. Anzi, se tu vedi ciò che io canto, capisci che sono molto romantico".
Le vacanze come sono andate?
"Benissimo, i bambini si sono divertiti tanto. Abbiamo iniziato con una crociera, ci siamo divertiti in Europa. Poi abbiamo fatto quella nerazzurra, è una crociera bellissima, è la prima volta che l'ho fatta e mi ha sorpreso in positivo. Anzi, i bambini continuano a dirmi quando torniamo in crociera. Poi sono stato un mese in Argentina, mi sono riposato, ho fatto il mio programma di recupero. La mancanza dell'Italia l'ho sentita, mi capita che dopo due settimane già mi viene la voglia di tornare. Mi mancano le mie cose, la mia casa. A me l'Italia piace tantissimo, qui mi trovo benissimo. Qui mi sento a casa, magari lì faccio le vacanze".
Hai paura di volare?
"No, io no. Ricordo che Deki aveva un grande terrore di volare, bastava una turbolenza normale che lui cominciava a sudare. E' brutto quando hai questa paura perché non sei tranquillo, e se ti capitano i viaggi così lunghi devi pregare. Io non ho paura, anzi mi piace. Dormo spesso. Quando torno in Argentina è normale dopo 12-13 ore di viaggio, ti portano la colazione e poi praticamente arrivi a destinazione. Magari le prime volte che viaggi hai paura. Il mio primo viaggio con me c'erano Rambert e il mio procuratore, ero curioso di sapere com'era l'Italia. E' stata però una bella esperienza".
Qual è la cosa che ti hanno chiesto di più in questi mesi di assenza?
"Mi chiedevano di tornare a giocare, di non mollare. Mi volevano vedere ancora in campo, e questo ti dà affetto e fa piacere. Mi sono reso conto di tutto l'amore che i tifosi mi danno, non c'era bisogno però l'ho sentito ancora di più. Ho sentito la vicinanza di tutto il calcio, anche di persone che non ti aspetti. Soprattutto questa voglia di vedermi nuovamente in campo, è stato molto bello. Mi hanno cercato tanti personaggi, con Totti ad esempio siamo amici. Mi è arrivato un messaggio di Beckham che non mi aspettavo. L'avevo affrontato in Nazionale, poi in un derby e poi basta. Lui mi ha scritto che aveva avuto lo stesso infortunio, e dopo due mesi ha voluto sapere come stavo. Mi ha fatto un grande piacere".
Ad agosto hai festeggiato 40 anni. C'è stata una grande festa, te l'aspettavi?
"Mi aspettavo di fare qualcosa, ma non così. E' stato merito di Paula che dopo la festa mi ha raccontato tutti i preparativi. E' stato molto difficile perché ero sempre insieme a lei, ed è stato bellissimo perché c'erano tante delle persone che volevo ci fossero. Io sono partito dall'Argentina consapevole che mio padre non poteva venire. Paula è stata bravissima a convincerlo. Dopo devo ringraziare il mister che mi ha detto di venire in Italia, mio suocero stava facendo un asado e mi devo arrivare cinque amici miei dell'Argentina. Anche quella è stata una grande sorpresa, ma credevo finisse lì. Invece no. E' arrivato Zamorano, che per me è un fratello. E' arrivato un cantante argentino che conoscevo ma non sapevo delle sue canzoni. E lo conoscevo perché abbiamo un amico in comune e che adesso è diventato suo cognato. Mi ha dedicato una sua canzone. Mi piace cantare più bella cosa di Eros Ramazzotti, una volta la cantammo anche insieme. Una volta fu fantastico, è stato molto bello. Ci sono altre canzoni che mi piacciono, in italiano mi piace Ligabue, mi piace Urlando contro il cielo, Il meglio deve ancora venire".
Guardando questo campionato, il gap con la Juve si è ridotto?
"Sarà un campionato equilibrato, ci siamo rinforzati tutti, noi compresi. La Juventus sarà la squadra da battere, ma sarà una bella lotta fino alla fine".
Dove può arrivare questa Inter?
"Io spero che possiamo tornare ad essere protagonisti, giocarcela con chiunque".
Zanetti quanto può dare a questo gruppo?
"Spero tanto, quando tornerò a giocare".
Che effetto ti fa vedere da fuori queste partite?
"Fa un certo effetto, perché vedo dalla tribuna i miei compagni correre. Magari urlo qualcosa, altre cose le tengo per me. A fine partita sono distrutto perché almeno quando giochi l'adrenalina va e la togli, così invece no. Il tifoso lo capisco eccome...".
In cosa ti ha colpito Mazzarri?
"Mi ha colpito in positivo, sin dal primo incontro avuto con lui prima che iniziasse la stagione. Ha le idee chiare, è convinto di ciò che fa e che farà. E soprattutto è una persona che ci tiene tanto al lavoro, in questa cosa la penso come lui. Io dico sempre che il lavoro alla fine paga, e lui anche. Cura tutti i dettagli, e così crei un grande gruppo che poi sia vincente. Se siamo tutti convinti, possiamo fare delle belle cose. Lavorando così, essendo consapevoli di ciò che si fa, si avvicina di più il successo".
Mazzarri si avvicina a qualche allenatore?
"Sì, mi ricorda Cuper. Soprattutto per come cura il lavoro. Gli piaceva stare sempre dietro, e tenere il gruppo compatto".
Alla Nazionale ci pensi?
"Sarà sempre nei miei pensieri perché ho vissuto tanti anni. Ora voglio tornare ad essere disponibile, manca ancora un anno al Mondiale. Precedentemente mi è capitato di fare tutto e poi restare fuori alla fine. Ora magari succede al contrario... Sicuramente fare bene all'Inter mi aiuterebbe, ma ho rispetto per questo gruppo che ha già raggiunto la qualificazione. Conosco Sabella, sono uno dei primi tifosi. L'unica cosa certa è che in Brasile ci sarò. Non so come, ma ci sarò. Campagnaro, Palacio, Alvarez stanno facendo bene".
Campagnaro è piaciuto a tutti sin da subito
"E' uno tosto, che parla poco ma in campo si fa sentire. E' molto contento, è felice di stare qui e si vede. Per quello che fa in campo tutti lo apprezzano. E ci ha aiutato perché è stato con Mazzarri per 7 anni, sicuramente ha dato una mano ai compagni del reparto".
Poi si arriva ad Appiano Gentile. Dimmi tre parole che rappresentano Javier Zanetti
"Felicità, amore e impegno, che non manca mai".
Autore: Riccardo Gatto / Twitter: @RiccardoGatto1
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