Partita dai due volti quella giocata nel primo pomeriggio di oggi al Konami Youth Development Centre in Memory of Giacinto Facchetti dall'Inter di Zanchetta che perde inaspettatamente contro l'Atalanta al termine di un match preparato e gestito bene per un tempo, prima di abbassare l'intensità e pagare un po' in termini di stanchezza fisica e brillantezza, fattori che tolgono all'Inter tre punti e la matematica qualificazione ai play off. Gara di grande dispendio fisico e mentale per i nerazzurrini che oggi non hanno grandi alibi per la sconfitta - come ammette Zanchetta stesso (LEGGI QUI) -, ma non trova grandi colpevoli, eccezion fatta per l'inevitabile grande demerito da attribuire a Venturini autore del fallo da rigore e di uno Zanchetta stranamente sottotono. Sconfitta che non regalerebbe neanche un rising star se non fosse per l'obbligata nota di merito a Gabriele Garonetti, autore di una partita eccezionale al netto del ko.
RISING STAR
GABRIELE GARONETTI - Sebbene il risultato non permetterebbe di puntare i riflettori su nessuno in particolare, dall'infausto pomeriggio di Interello una nota positiva c'è e si ciama Gabriele Garonetti. Il 26 di Zanchetta si rende protagonista di due salvataggi importanti nel primo tempo, uno in particolar modo che vale un gol. Interventi-fotografia di una prestazione sempre attenta e coraggiosa del difensore italiano che legge bene le azioni, anticipa, copre e riesce talvolta ad impostare in uscita permettendo ai compagni di far salire la squadra. Sempre concentrato e pulito negli interventi, lotta fino all'ultimo.
UP
TOMMASO DELLA MORA - Al 74esimo salva il risultato, ancora sullo 0-0, da un gol praticamente fatto da Riccio che di tacco a pochi centimetri dalla porta stava per beffare Calligaris. Attentissimo e reattivo anticipa anche l'agguato di un avversario in scivolata. Tenta spesso il cross, non sempre riuscito ma serve anche dei buoni palloni ai compagni, rendendosi partecipe di un paio di cambi di gioco a cercare il compagno sull'estremo opposto che creano difficoltà all'Atalanta. Raddoppia spesso con De Pieri e insieme sono una spina nel fianco degli orobici.
MATTEO MOTTA - Dà tutto per 71 minuti, poi si deve arrendere ai crampo e lascia il posto a Maye. Gara di intenso sacrificio per il 17 di casa che duella per tutto il match con Idele. Giocatore che lo costringe alle fatiche addizionali ma che difficilmente fa punti con l'attento nerazzurro che lo contiene molto bene, trovando spesso il guizzo in avanti.
GIACOMO DE PIERI - Conferma lo stato di forma ritrovato e va in crescendo rispetto all'appannaggio avuto nelle settimane precedenti, a tutti gli effetti archiviato. Sgasa spesso sulla fascia e non si ferma un attimo: solita cerniera e alfiere numero uno delle scorribande sulla fascia destra, fa impazzire Simonetto e alla fine è costretto pure a vederlo esultare. Non riesce però a trovare la porta e si fa assalire dal fastidio.
DANIELE QUIETO - Sempre più mezzala, il veneziano-venezuelano regala qualità per un'ora di gioco. Poi lascia il posto a Topalovic, facendo probabilmente pentire l'allenatore per la scelta presa. Corre tanto e si muove spesso con palla al piede, con qualità orchestrando inoltre il gioco anche con grande visione di gioco. Si inserisce, prova la giocata, scuote il gioco dell'Inter ma non riesce ad essere decisivo: si fa sfuggire un'occasione ghiotta alla mezz'ora di gioco spedendo altissimo un pallone che aveva ben ammaestrato. Attento anche in fase difensiva, e sempre nel primo tempo mette il piede su un'azione di Baldo che avrebbe potuto creare problemi a Calligaris.
DOWN
MATTEO VENTURINI - Meno dinamico e reattivo del solito, è evanescente come il compagno di reparto Zanchetta e non riesce mai a far guadagnare brillantezza e metri alla squadra. Si ritrova a decidere il match per uno sfortunato tocco di mano dovuto ad un'ingenuità e superficialità che lo hanno portato a tenere largo il braccio e regala di fatto l'assist a Simonetto per prendersi i tre punti.
MATTIA ZANCHETTA - Prestazione opaca anche quella del 4 dell'Inter che non riesce ad approfittare del tanto spazio libero concesso dalla Dea, soprattutto nel secondo tempo. Si abbassa tanto, non riesce a verticalizzare, sbaglia diversi palloni che regala agli avversari, è poco lucido e si limita al compitino non riuscendo a dettare le solite geometria. Nel primo tempo perde un pallone velenosissimo, lo salva Garonetti. Perde il metronomo e anche la bussola.
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