Nel corso della conferenza stampa dove ha annunciato il suo addio alla Roma, Francesco Totti non ha perso l'occasione per togliersi parecchi sassolini dalle scarpe lamentando costantemente un mancato coinvolgimento nelle decisioni del club giallorosso. Offrendo anche una precisazione in merito alle voci circolate sulla scelta del nuovo allenatore: "Ho sentito soltanto una persona insieme a Fienga: Antonio Conte, ad altri allenatori come Gasperini, Mihajlovic, De Zerbi, Gattuso non ho mai mandato nemmeno un messaggio e nemmeno li ho chiamati, il resto è fantascienza. Poi è arrivato Paulo Fonseca che non ho chiamato, e io per stupido non passo. Questa è una precisazione che volevo fare, c'è lo zero per cento di verità in quello che si è detto. Sarei rimasto se fosse arrivato Antonio Conte, ma anche se mi avessero chiamato e mi avessero interpellato sulla scelta dandomi fiducia. Io e Fienga lo abbiamo chiamato, e a Guido avevo detto che Conte era l'unico che poteva cambiare la Roma. Lui ci aveva dato l'ok, poi ci sono stati problemi e lui ha cambiato idea. Lui doveva venire qui a fare rivoluzioni ma voleva continuità, a Roma doveva fare una squadra che valesse dal quarto posto in su".  

Totti si è anche soffermato sul tema del Fair Play Finanziario: "Il FPF impone di vendere i giocatori entro il 30 giugno, la società ha deciso di vendere i big per tamponare gli altri problemi. Bisogna essere trasparenti con i tifosi, dire sempre la verità".

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Sezione: Focus / Data: Lun 17 Giugno 2019 alle 14:54
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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