Prima un avvio sprint con quattro vittorie di fila, poi giro di boa ricco di inciampi con tre ko consecutivi (seppur contro avversari di livello) che hanno complicato la corsa agli ottavi diretti di Champions League. L'Inter dalla 'doppia faccia' europea si presenta al Signal Iduna Park per sfidare il Borussia Dortmund con la certezza dei playoff e con la consapevolezza del fatto che per entrare nelle Top 8 serve un miracolo. Che passa ovviamente da una vittoria contro i gialloneri che alla fine arriva con la gemma di Dimarco e l'azione personale di Diouf: l'Inter vince 2-0 con una prestazione di personalità, ma chiude con amarezza al decimo posto in classifica. 

Nel 3-5-2 scelto da Chivu c'è più di una novità, alcune legate alle assenze degli infortunati Dumfries, Calhanoglu e Barella. Davanti a Sommer l'unico mancino della difesa a tre è Acerbi, che si piazza al centro del reparto affiancato da Akanji e Bisseck (che agisce a sinistra), mentre gli esterni sono ancora Luis Henrique e Dimarco. In mediana ci sono Sucic e Mkhitaryan ai lati di Zielinski, con Bonny e Thuram a formare una coppia d'attacco tutta francese. Riposo per Bastoni e Lautaro. Dopo una prima fase di gara e condita da contrasti e lotta (in cui il BVB più aggressivo) suona il primo campanello d'allarme al 10', quando Guirassy si mangia il gol da ottima posizione regalando il pallone a Sommer. La reazione nerazzurra arriva con il gioco in verticale e la ripartenza: il mancino centrale di Dimarco e il destro alto di Bisseck però non trasformano in oro le praterie lasciate libere dai tedeschi. L'Inter piano piano cresce e aumenta la mole di gioco senza però riuscire ad arrivare alla conclusione in maniera pulita, come nel caso del pericoloso tiro-cross sbagliato da Luis Henrique o quando Bonny schiaccia con debolezza di testa dopo il traversone dell'ex Marsiglia. Il primo tempo termina senza gol. 

Nella ripresa il copione si ripete: il Borussia Dortmund sfrutta la spinta del Signal Iduna Park per spingersi in avanti verso il Muro Giallo, l'Inter si compatta per reggere l'urto e ripartire. Il primo cambio di Chivu punta a dare fisicità all'attacco, con Esposito che prende il posto di Bonny. Dopo un quarto d'ora i nerazzurri alzano il baricentro e si riaffacciano dalle parti Kobel proprio con il nuovo entrato, che prima spizza la trivela di Luis Henrique e poi viene stoppato da Emre Can in ottima posizione. Intanto Kovac si gioca la carta Adeyemi, subito chiuso da Sommer, e richiama in panchina Guirassy. L'Inter continua a guadagnare campo e si rende pericolosa con il colpo di testa di Thuram che anticipa di pochi minuti l'ingresso in campo di Frattesi per Zielinski, con Sucic che si sposta in cabina di regia: il 16 nerazzurro entra bene in gara e arriva subito al tiro dopo un inserimento. A dieci giri di orologio (più recupero) dalla fine arriva l'episodio che stappa il match: Mkhitaryan si guadagna un calcio di punizione che il mancino di Dimarco pennella sotto l'incrocio per l'1-0 dell'Inter. Una boccata d'ossigeno che ridisegna la classifica. Kovac si gioca il tutto per tutto: fuori Ryerson e Fabio Silva per Brandt e Chukwuemeka, Chivu risponde inserendo Bastoni, Diouf e Lautaro al posto di Mkhitaryan, Sucic e Thuram. Gli occhi sono puntati anche sugli altri campi ma anche sul prato di Dortmund, dove Diouf si mette in proprio e con freddezza buca Kobel con l'aiuto di una deviazione e trova il raddoppio nel finale. Che purtroppo non basta per strappare un biglietto per gli ottavi diretti, ma lascia in eredità una nuova dose di autostima. 

Sezione: Focus / Data: Mer 28 gennaio 2026 alle 22:57
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.
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