Questa sera c’è in palio il primo trofeo della stagione. A giocarsi la Supercoppa Italiana saranno Milan e Inter, in un derby speciale e particolare per diversi motivi. Sia per il momento attraversato dalle due squadre, praticamente appaiate in classifica ma distanti anni luce (soprattutto sul piano del gioco e dei risultati) dal Napoli capolista, sia per la location in cui andrà in scena la stracittadina: non più l’Italia, Milano e San Siro, teatro di mille battaglie tra il Diavolo e il Biscione, ma l’Arabia Saudita, Riyadh e il King Fahd International Stadium. Un contesto che però non cambia l’importanza di una delle classiche del calcio italiano. Perché "il derby è derby in qualsiasi parte del mondo tu la giochi", come sottolineato nelle ultime ore da Carlo Ancelotti, uno che di Derby della Madonnina ne ha vissuto più di uno.

"Sappiamo l’importanza della partita, è un derby e una finale per questo ha un’importanza ancora maggiore. È il primo trofeo stagionale e vogliamo fare una grande gara" ha invece detto Simone Inzaghi nella conferenza stampa della vigilia. E la mente non può che andare alla Supercoppa della scorsa stagione: lì sì che si giocava a San Siro, ma l’avversario era quella Juventus trafitta poi all’ultimo respiro dei tempi supplementari dal graffio del campeón, dell’amigo Alexis Sanchez. Adesso Inzaghi spera che la storia possa ripetersi anche per una questione di palmarés personale, viste le tre Supercoppe già messe in bacheca (due con la Lazio e una, appunto, con l'Inter): solo Marcello Lippi Fabio Capello, con quattro successi a testa, hanno fatto meglio del piacentino, che ora punta ad eguagliarli. Stesso discorso per Steven Zhang, che in caso di quarto trofeo della sua era interista diventerebbe il quarto presidente più vincente della storia nerazzurra dopo Massimo Moratti, Angelo Moratti e Giacinto Facchetti, alla pari con Ernesto Pellegrini e Ivanoe Fraizzoli.

Dall’altra parte del ring c’è però il Milan campione d’Italia in carica, reduce da un rallentamento in campionato e dalla bruciante (e precoce) eliminazione dalla Coppa Italia per mano del Torino. Un momento 'no' che non deve assolutamente far abbassare la guardia a Lautaro e compagni, perché questo derby rappresenta "il proseguo della scorsa stagione" e perché mette in palio un trofeo che "l'anno scorso l’abbiamo vinto, e vogliamo difenderlo con tutte le nostre forze". Parola di Inzaghi, che ora aspetta il segnale dei suoi in campo. Dove nelle ultime uscite l’Inter non è stata tra le più brillanti (eccezion fatta per il colpaccio interno contro il Napoli) ma in cui è riuscita comunque a strappare un sofferto biglietto per i quarti di Coppa Italia, raccogliendo punti importanti (eccezion fatta per il pari beffa di Monza) in campionato.

Il derby di questa sera può dare una definitiva svolta alla stagione dell’Inter. Ma serve vincere e pensare solo a Riyadh, mettendo da parte le voci di mercato - vedi quelle sull’asse Milano-Barcellona smentite da Marotta - e le lamentele non richieste del Roberto Gagliardini di turno davanti ai microfoni in uno dei momenti più delicati della stagione: il tempismo è importante, in campo e fuori.

Sezione: Editoriale / Data: Mer 18 gennaio 2023 alle 00:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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