Con Lautaro Martinez costretto ai box per infortunio, toccherà ancora una volta a Pio Esposito rimpiazzarlo. Un compito non facile che però il giovane bomber dell'Inter vuole svolgere al meglio: "Lui è molto completo, ma quello che ti emoziona è la sua cattiveria, la sua passione, la fame che ha: anche in allenamento gioca come fosse la finale del Mondiale" dice il classe 2005 ai microfoni del Corriere della Sera mentre descrive il suo capitano. 

E' severo con sé stesso?
"Faccio molta autocritica, riguardo la partita, gli errori e mi rimprovero. Ma credo sia positivo. Penso di aver vissuto finora questo primo anno con grande calma e equilibrio. E sono molto contento perché il salto è stato gigantesco".

I tifosi avversari pensano che sia pompato dai media.
"C’è esagerazione, sia nel bene che nel male. Sono un ragazzo di 20 anni che arriva dalla B, a cui nessuno ha regalato nulla, che sta facendo bene nella sua prima stagione all’Inter, ma che non ha fatto ancora niente per scomodare certi paragoni. Io non ho colpe però: non ho mai detto di essere un fenomeno o di valere 100 milioni. Sono solo uno che dà il massimo tutti i giorni".

Come si è sentito a Zenica dopo il rigore sbagliato?
"Ho fatto fatica a metabolizzare subito la delusione. Avevo lo sguardo fisso in un punto e non riuscivo a capire cosa fosse successo, ero sotto terra. Il primo pensiero è di aver deluso i compagni, le persone a casa, gli amici, la famiglia. Rigori ne calcerò ancora, ne segnerò e qualcuno lo sbaglierò: quel giorno ero convinto di prendermi la responsabilità di tirare per primo, mi sentivo sicuro, poi è andata male".

Dicono che lei assorbe tutto e che sia impossibile volerle male. Che ne pensa?
"Apprendere il più velocemente possibile i consigli dei compagni e dello staff fa parte dell’approccio al lavoro di cui parlavo, che forse è la mia vera forza. Poi per stare a livello di certi campioni il lavoro è l’arma principale".

Dopo il 5-2 alla Roma il giorno di Pasqua siete ottimisti per lo scudetto?
"Ci voleva una prova convincente come quella, oltre alla la vittoria. C’è ottimismo e ci crediamo al massimo".

Ha un flash, un aneddoto che ci fa capire il suo legame con Chivu?
(Prende lo smartphone) "Questa foto, in cui festeggiamo un mio gol nel derby Under 14, vinto 3-1: fa capire da quanto tempo ci conosciamo. Gli devo tanto per la fiducia che ha avuto in me, anche questa estate".

Con un altro allenatore sarebbe rimasto all’Inter?
"Non posso saperlo, forse sarebbe stato più complicato. Di sicuro Chivu ha una propensione speciale verso i giovani e mi conosceva già".

Sezione: Copertina / Data: Sab 11 aprile 2026 alle 10:00
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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Stefano Bertocchi
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Stefano Bertocchi
Da sempre a contatto con l’Inter per ‘colpa’ dei dribbling di Ronaldo. Giornalista pubblicista dal 2019, racconta la prima squadra e il mondo nerazzurro con le dita su una tastiera. Non rinuncia alla bellezza di San Siro e al fascino delle trasferte.