Il grande scrittore e giornalista (e molto altro...) Ennio Flaiano non s'era fatto scrupolo di lasciarci scritto che cosa sarebbe successo a "CHI RIMUOVE UN ASTERISCO"... Ma ne "La grammatica essenziale" del 1959 - una sorta di lista umoristica di 19 "Consigli a un giovane analfabeta che vuol darsi alla letteratura attratto dal numero dei premi letterari" - s'era invece ricordato di ammonire, pur senza estrarre il cartellino giallo, che "CHI TOCCA L’APOSTROFO MUORE". Oddio, nella fattispecie nerazzurra non si trattava dello stesso simbolo, così come ben diversa risultava anche la valenza dei 2 caratteri grafici. Ma la percezione che ne avevano ricavato certi appassionati nerazzurri - specie coloro che ancora portavano le 'cicatrici' di un asterisco rimosso infaustamente quasi 3 anni fa... - consigliava la massima diffidenza. Senza, però, disperarsi o perdersi d'animo. Almeno a priori.
Fintantoché fosse giunta l'occasione di allinearsi finalmente ai turni giocati dalla Serie A (23), giusto per provare a salirvici in cima cancellando, al contempo, gli spettri assortiti di Radu, Sansone e Doveri, arbitro pure di quel maledetto recupero di Bologna-Inter del 2022. Voi chiamatela allora, se volete, giacchetta nera!
E dopo oltre 2 mesi di interregno altrui - creato, appunto, anche grazie ad un asterisco diventato indigesto quasi più delle cosiddette squadre arbitrali - ecco che lo scrivente, per combattere questa diffusa diffidenza (etichettarla paura sarebbe stato esagerato), s'era messo a fantasticare di 'brutto'. Ma proprio nel senso più arcaico dell'aggettivo virgolettato (ossia 'sporco', 'imbrattato')...
Tipo immaginare che, per rimuovere quell'odioso orpello dalla classifica, quell'ottimizzatore di Inzaghi si fosse potuto ispirare al modus operandi di un insigne scrittore del passato. Ci si riferisce, in particolare, a quella volta che Alessandro Manzoni - allo scopo di perfezionare le sue prime 2 stesure de I Promessi Sposi che non lo avevano soddisfatto granché - lasciò temporaneamente la sua Milano per recarsi a Firenze. Ove intendeva adeguare quel romanzo all'idioma parlato dai notabili fiorentini dell'epoca attraverso la famosa "sciacquatura dei panni in Arno". Mica dunque si sarebbe potuto apostrofare come fesso l'insospettabile 'letterato' piacentino, visto che - pur di rendere ancora più candida la classifica - non avrebbe proprio voluto lasciare nulla di intentato nella 3a trasferta nerazzurra in terra toscana. Ben consapevole di provare poi a ripetere la stessa 'centrifuga' (o solo il risciacquo?) a stretto giro, ma stavolta nel domicilio milanese e contro avversari irrobustiti dal mercato invernale. Con la differenza, però, che le acque cittadine del Seveso e dell'Olona sono da tempo tombinate mentre le uniche a cielo aperto del Lambro risulterebbero, invece, del tutto sconsigliabili. Non foss'altro che per la 'fama pregressa' di quest'ultimo fiume che - avendo funto per secoli da collettore fognario della città meneghina - era anche chiamato, senza troppi eufemismi, “Lambro Merdario”. Sì, insomma: un corso d'acqua più ripugnante della Senna parigina vista (e pure odorata da molti atleti...), in mondovisione, alle ultime Olimpiadi estive. Infatti correvano ben altri secoli - quasi 10 orsono - allorquando il Petrarca si permetteva di poetare, nel suo Canzoniere, di "Chiare, fresche e dolci acque". Ed appare quindi strano che ad ispirarlo pare fosse stato proprio un fiume d'oltralpe dal nome allusivo, la Sòrga (con la 'g'), dunque con un'assonanza romanesca più che 'evocativa'...
Purtroppo l'esito del recupero della gara del Franchi è stato ben diverso (eufemismo!) da quello sperato. Al punto tale che risulta ora impossibile non sottoscrivere per intero il monito spassionato lanciato ieri (venerdì) da Gianfelice Facchetti tramite il suo profilo Instagram, subito ripreso dalla Redazione. Un messaggio espressamente rivolto a quei tifosi nerazzurri - ma giusto a quelli un tanto al kg... - ai quali, via social, sembra non essere parso vero di poter sputtanare Inzaghi scrivendo pure peste e corna della rosa e degli orizzonti nerazzurri prossimi venturi. Questi soggetti menagrami sono vivamente pregati di disertare San Siro nel prossimo monday night. Chè Simone ed i giocatori non avrebbero affatto bisogno di essere insozzati o di lavare 'certe colpe' in uno stadio diventato all'improvviso astioso e mugugnante nonché immemore di aver goduto spesso di un gioco celestiale e di risultati finora gratificanti. Come se 'i bersagli designati' si trovassero a dover sguazzare, idealmente, in un fiume cittadino - tipo il Lambro (Merdario) di una volta - ridotto, appunto, ad una cloaca maxima urbana...
Orlando Pan
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