C'è un rischio che spaventa i giocatori e gli staff in vista della ripresa e non è quello legato al virus, bensì agli infortuni. Ne parla oggi il Corriere della Sera, sottolineando come "i dati che arrivano dalla Germania, attraverso lo studio del dottor Joel Mason, ricercatore australiano dell’Istituto di scienze dello sport dell’università di Jena, non sono confortanti: nella prima giornata il rischio di infortuni (sono 12 quelli che si sono verificati prima e durante i match) è aumentato del 266%, dallo 0,27 allo 0,88 a partita. Dopo la seconda giornata, tra vecchi e nuovi acciacchi ci sono 65 giocatori fermi ai box, in media più di tre a squadra".

Il Corsera ha intervistato Ermanno Rampinini, responsabile del laboratorio di valutazione funzionale del centro Mapei: "Questo è successo nonostante i tedeschi abbiano saggiamente scelto di far trascorrere una settimana tra la prima e la seconda partita. Siamo di fronte a una combinazione di fattori nuovi per tutti: un lungo periodo de-allenante, con una fase costrittiva senza precedenti, una preparazione breve e uno sforzo intenso e prolungato, con partite ogni tre giorni. Senza dimenticare il caldo".

Secondo Pietro Trabucchi, docente dell’università di Verona, già psicologo delle Nazionali di sci di fondo e di Ultramarathon, "se non si ascoltano i segnali che dà il corpo e si ha uno stress cronico, può accadere che il cervello in carenza metabolica non riesca a governare la percezione visiva. Il caldo aumenta anche il rischio di infortuni, perché agisce sul sistema nervoso centrale. Refrigerare i vasi principali, come quelli del collo, è la prima cosa da fare".

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Sezione: Rassegna / Data: Mar 26 maggio 2020 alle 10:18
Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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