Lo Scudetto dell'Inter visto da Enrico Bertolino. Il noto cabarettista, intervistato da Il Foglio, parla di un tricolore diverso rispetto all'ultimo arrivato nel 2010: "Perché sappiamo tutto, abbiamo vissuto qualunque cosa e siamo già oltre, siamo già pronti a sentire di guai finanziari e i problemi di mercato, sappiamo che cominceranno a circolare le voci sull’allenatore in partenza. Cominciano le rogne, perché un interista non ha mai tempo per gioire. Ricordo a me stesso, ogni volta, che José Mourinho lasciò la squadra la sera stessa della finale di Champions vinta". E a proposito di Mourinho e del suo ritorno in Italia con la Roma, Bertolino aggiunge: "Se sono contento? Chiederlo a me, dopo quello che mi ha dato, è come chiedere al vitello grasso se è contento del ritorno del figliol prodigo. Non so se sono contento, spero almeno che non sia bravo come lo è stato con noi. Sarà però divertente rivederlo in Italia, quello sì. E spero che ci sia il pubblico quando verrà a San Siro: gli dimostreremo quanto gli vogliamo bene e lui potrà dimostrare quanto ne vuole a noi".

Ma è da interisti vincere lo Scudetto nell'anno in cui non c'è pubblico negli stadi? "Sì, non ho dubbi. Esiste una componente malinconica nell’interista che fa capitare sempre qualcosa. L’anno in cui vincemmo lo scudetto a Parma, durante la partita ci fu la lite Ibra-Mancini; la festa fu quasi più incentrata su quei malumori. E ne potrei citare altre. Quest’anno, invece, non abbiamo la possibilità di andare tutti a salutare la squadra, abbiamo vissuto un intero campionato con lo stadio vuoto. È una privazione non da poco. Ho visto cose curiose, come i fuochi d’artificio fuori da uno stadio per una partita senza gente. Una roba felliniana, mancava solo la musica di “Amarcord” di sottofondo. Solo l’Inter poteva vincere uno scudetto così". Più gustoso, però, uno Scudetto vinto con al comando gente come Beppe Marotta e Antonio Conte, gente con un passato nella Juventus: "Tra gli interisti, antijuventini così integralisti che adesso non sono felici perché abbiamo vinto lo scudetto con Conte e Marotta in società. Secondo me invece si prova ancora più gusto: li hai portati via e hai vinto tu. Conte, soprattutto, è stato accolto malissimo. C’era una tesi folle: che li avesse mandati la Juve per impedirci di crescere. Seghe mentali fatte strategia. Il dubbio degli interisti è sempre se essere interisti o anti-altri. Io sono interista e basta. Io contro la Juve ho perso le staffe solo per il fallo di Iuliano su Ronaldo, tanto che poi Iuliano lo trovai più volte nella palestra dove andavo anche io e iniziai a perseguitarlo: “Tu lo sai che era rigore, lo hai fatto tu. Dimmelo”. Ogni giorno che lo incontravo glielo chiedevo, finché non cominciò quasi a nascondersi perché non mi sopportava più. Poi incontrai la moglie e le dissi: “Chiedi a Mark se era rigore”. Però ho smesso. Anzi, se possiamo portare via qualche altro pezzo di Juve che ci aiuta a vincere io me lo prendo volentieri".

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Sezione: News / Data: Sab 08 maggio 2021 alle 16:41
Autore: Christian Liotta / Twitter: @ChriLiotta396A
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