"Quando eravamo tutti e quattro a Bahia Blanca, giocavamo sempre a 2 contro 2 sul campo di Villa Mitre. Io e il 'mio vecchio' (il padre, ndr) contro Alan e Lautaro". Comincia con un retroscena legato al basket la lunga intervista che Jano Martienz, fratello dell'attaccante dell'Inter e giovane promessa della pallacanestro, concede ai microfoni di Infobae. "Lautaro è un portatore di palla (sorride, ndr). Quando aveva 15 anni stava per scegliere il basket, poi quando mi padre gli ha chiesto di decidere uno dei due sport ovviamente ha scelto il calcio, era già molto forte" racconta. 

Com'è essere fratello di Lautaro?
"Beh, è ​​un orgoglio. So che mi conoscono come il 'fratello di'... Ma mi prendo cura di me, cercando di farmi strada e godermi quello che fa mio fratello. Fondamentalmente tutti mi chiedono di lui (ride, ndr) e sì, a volte si stanca. Mi stufa, specialmente quelli che vogliono entrare nella mia privacy".

E cosa ti dice Lautaro, cosa ti consiglia?
"Parlo con lui ogni giorno. E mi dice di non parlare, di essere me stesso e di fare le mie cose. È responsabile, rispettoso, umile e soprattutto calmo. A volte penso di poter giocare di più, divento impaziente. E in quel momento tutti mi aiutano, nella mia famiglia e nel club".

Ho visto che sei andato in Italia con la famiglia per visitarlo. Che cosa ha attirato la tua attenzione nei compagni di tuo fratello?
"Sì, di solito andiamo in agosto, per il suo compleanno. Abbiamo parlato con Romelu (Lukaku, ndr), perché parla molto bene lo spagnolo e gli ho detto che giocavo a basket. Poi, tramite mio fratello, gli ho detto che gli avrei mandato la mia maglia numero 6 del Villa Mitre se mi avesse regalato la sua Inter. E così è stato. La cosa folle è che l'ha ricevuta, ha scattato una foto e l'ha caricata su Instagram".

Sezione: News / Data: Mar 25 Febbraio 2020 alle 14:30
Autore: Stefano Bertocchi / Twitter: @stebertz8
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