"Derby partita speciale con peso specifico diverso", ha esordito così l'amministratore delegato del Milan, Giorgio Furlani a Sportmediaset prima del fischio d'inizio di Milan-Inter, valido per la semifinale d'andata di Coppa Italia. Trofeo che il dirigente dei rossoneri ha dichiarato "un obiettivo da inizio stagione".

Sull'arrivo di Paratici:
"Innanzitutto noi non siamo contenti dei risultati sportivi di questa stagione che sono il centro del club. Il nostro obiettivo è migliorarli e lo stiamo facendo per la stagione che viene, per renderli migliori. In questa attività ci sono vari filoni e preparazioni che stiamo facendo, non abbiamo ancora deciso né chiuso con nessuno e non commento su ruoli o soggetti. Però ci stiamo preparando perché vogliamo migliorare la parte sportiva".

Su Ibra:
"Zlatan forse è sembrato assente a voi, ma per me non lo è mai stato. Noi siamo sempre in contatto e lavoriamo assieme in totale armonia. Forse all'esterno c'è un po' di confusione, ma sicuramente Zlatan rimarrà in questo progetto, lavoriamo bene assieme e non è cambiato nulla rispetto a qualche settimana fa".

Cosa deve fare il nuovo direttore sportivo del Milan nella vostra mente?
"Nelle ultime due stagioni non abbiamo avuto un direttore sportivo diciamo tradizionale, e abbiamo di fatto separato il ruolo in varie persone del club. Adesso stiamo valutando e ripeto, non sono state prese decisioni, di prendere un direttore sportivo più tradizionale e riconsolidare quei ruoli in una persona. Rimarrà comunque un gruppo di lavoro di persone che lavorerà insieme con l'unico obiettivo di avere successo sul campo".

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Sezione: L'avversario / Data: Mer 02 aprile 2025 alle 20:29
Egle Patanè / Twitter: @eglevicious23
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Egle Patanè
autore
Simpatizzante Colchonera, alma argentina, sangue catanese e corredo genetico interista. Figlia dell’Etna, ma nipote di Peppino Prisco, parlo e scrivo di Inter dal 10 agosto 1993. Nata lo stesso giorno di capitan Zanetti ma 20 anni dopo, giusto il tempo di non ereditarne calma e saggezza. Vivo nel segno del 23: con la diplomazia di Materazzi