Le prime crepe in casa Inter non suggeriscono nulla di drammatico. Non c'è niente di irreparabile, scrive La Repubblica, che ricostruisce gli eventi dietro le quinte dopo il pari di Verona: "Come dopo ogni gara, Steven Zhang ha chiamato l'ad nerazzurro Beppe Marotta. La telefonata da Nanchino è servita al presidente a capire cosa stia succedendo alla classifica, alla squadra e al suo allenatore, che finora mai era parso così nervoso. Zhang si fida di Marotta, Marotta si fida di Conte. Fin quando la catena regge, il progetto va avanti. E per ora regge", si legge sull'edizione online del quotidiano. 

Insomma, un licenziamento del tecnico salentino da parte del club milanese è irrealistico: "Anche se le cose per l'Inter dovessero mettersi davvero male, è quasi impossibile immaginare che il club possa esonerare l'ex ct - scrive La Repubblica -. La ragione è anzitutto economica. L'Inter fino al 30 giugno 2021 dovrà pagare 9 milioni lordi a stagione all'esonerato Luciano Spalletti. È impensabile che possa dare il benservito anche a Conte, che di milioni l'anno ne costa 22 fino al 2022, per lasciarlo a riposo e ingaggiare un nuovo tecnico. Al momento nessuno ci pensa. L'esonero di Conte non è un'opzione realistica. Esiste solo nelle fantasie dei tifosi, turbate dalle ultime gare a vuoto. Altro elemento: Marotta, che all'Inter comanda davvero, ha investito molto della propria credibilità nell'ingaggio dell'ex allenatore di Juventus e Nazionale. Se finisse per cacciarlo, sarebbe anzitutto una sconfitta sua".

Discorso diverso, invece, se il focus si sposta su Conte, sul quale nessuno può garantire nulla: "quello che nessuno può escludere è che Conte, agonista feroce, se i risultati non arriveranno possa decidere di andarsene. Anche da un momento all'altro", chiosa il quotidiano. 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 11 luglio 2020 alle 11:24
Autore: Mattia Zangari / Twitter: @mattia_zangari
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