"Ho avuto alcuni infortuni e sicuramente l’annata poteva andare meglio. Mi ha condizionato lo stop durante il precampionato: non è stato un problema leggero, ma in una zona delicata come il retto femorale della coscia sinistra. Se avessi svolto una preparazione fisica completa, magari non avrei avuto un acciacco dietro l’altro. Purtroppo invece non sono mai arrivato al top della forma anche se ho sempre dato il massimo per aiutare i miei compagni. Rispetto ad altre stagioni sono meno soddisfatto delle mie prestazioni". Disamina onesta quella che Radja Nainggolan fa al Corriere dello Sport. Il belga torna a parlare dopo lungo tempo e lo fa, come sempre, senza filtri.
 
Perché proprio quest’anno tutti questi infortuni? 
"Ho 30 anni e sto diventando… grande. Nella mia carriera in media ero abituato a giocare 40-50 incontri a stagione. Qui all’Inter invece ho fatto 8-9 gare e poi mi sono dovuto fermare. E’ successo tre volte. Così è tosta perché ricaschi continuamente nel buco da cui eri appena uscito. Quando partecipi alle coppe europee le partite sostituiscono gli allenamenti. E io per essere al meglio ho bisogno di giocare. Purtroppo è andata così. Ora voglio chiudere al meglio il campionato e ripartire bene il prossimo anno. C’è da cambiare qualcosa e ragionare sugli errori commessi anche da parte mia. Non necessariamente il mio stile di vita fuori dal campo. Magari occorre studiare qualche allenamento particolare, lavorare di più in palestra. In estate ci penserò. In carriera non sono mai stato fermo così a lungo. Avevo avuto solo piccoli infortuni e quasi sempre avevo giocato lo stesso. I guai che mi sono capitati quest’anno invece non erano sopportabili".  
 
C’è ancora tempo per un finale… alla Nainggolan? 
"Sono rientrato da due incontri e adesso arrivano sfide affascinanti. A Frosinone sarà una gara importante e voglio mettere altri minuti nelle gambe, poi quelli contro la Roma e la Juve saranno scontri decisivi per la classifica. Con 5 successi su 7, visto il vantaggio che abbiamo, raggiungeremo l’obiettivo". 
 
Quali emozioni si aspetta di vivere sabato contro la Roma? 
"All’andata, all’Olimpico, ho… lasciato perdere e non ho voluto giocare (ride, ndr). Ero infortunato purtroppo… A Roma ho vissuto anni indimenticabili e ho tanti ricordi belli: la scorsa stagione abbiamo raggiunto obiettivi importanti, ma le avventure finiscono e se ne aprono di nuove. Quello con l’Inter è un altro capitolo bello e ora penso solo a far bene qui". 
 
Se Dzeko la chiamasse per chiederle come si vive a Milano, cosa risponderebbe? 
"Prima di venire all’Inter, io sapevo già com’era Milano. Lo stesso vale per lui". 
 
Consiglierebbe all’Inter di acquistare Edin? 
"Queste non sono cose che dovete chiedere a me. Come giocatore, anche se ha 33 anni, lo vedo bene, perché ha un valore indiscutibile, dà tutto per i compagni e segna tanto. Quest’anno può sembrare in calo perché i risultati della squadra ti portano un po’ giù, ma non è così". 
 
Potendo scegliere, preferirebbe battere la Roma o la Juventus? 
"Tutta la vita la Juve perché io sono anti-juventino. E’ una cosa nota... (risata, ndr). Essere oggetto di cori negativi (si riferisce a quelli dei tifosi bianconeri, ndr) mi dà un senso di orgoglio. Ci sono tanti giocatori che quando sentono che la Juve li vuole, dicono subito di sì perché sanno che lì si vince. Io però non ho mai avuto la smania di andarci: preferisco conquistare un trofeo da protagonista piuttosto che alcuni scudetti giocando solo 10 partite. Ero così anche da ragazzo".  
 
Quanto è stata condizionata la stagione dell’Inter dal caso Icardi? 
"In una squadra tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Mauro è forte, noi però abbiamo anche un altro grande attaccante (Lautaro, ndr) che ha fatto benissimo quando ha giocato ed è destinato a un futuro da top. Io dico che se Icardi ha avuto problemi con qualcuno, toccava a lui risolverli e non farli ricadere sulla squadra. Se n’è parlato troppo, però. Ora basta. Si sta allenando ed è a disposizione come tutti noi. Se continua così e fa gol, è un giocatore importante". 
 
Quando ha avuto certi comportamenti, gli ha parlato e gli dato qualche consiglio? 
"Gli ho detto quello che pensavo, ovvero che se aveva dei problemi da risolvere con qualcuno, il gruppo non poteva pagare per la sua assenza". 
 
In questa vicenda, Spalletti ha messo sempre la squadra davanti al singolo. Lo spogliatoio lo ha apprezzato? 
"E’ vero, ha dato importanza al gruppo. Un allenatore deve essere credibile verso i giocatori e Spalletti ha cercato di gestire la situazione nel modo migliore facendo quello che doveva. Anche se mi ha voluto lui, io ho pagato quando ho sbagliato (multa e sospensione, ndr). E’ così che deve funzionare. Per tutti". 
 
Spalletti, che ha spinto parecchio per averla all’Inter, è stato criticato per il suo rendimento. Si sente in debito con lui? 
"Per forza mi sento in debito e mi spiace non aver potuto dare il massimo per aiutare lui e la squadra".  
 
Alla luce della Champions conquistata l’anno scorso e della classifica attuale, ritiene eccessive le critiche nei confronti dell’allenatore? Le voci su Conte sono sempre più insistenti… 
"E’ inevitabile provare fastidio quando si leggono certe cose. Siamo esseri umani e se vieni chiamato in causa così… Se l’Inter arriverà terza, però, Spalletti potrà dire di aver migliorato il piazzamento dello scorso anno. E siccome l’obiettivo è sempre migliorarsi…". 
 
L’anno prossimo, con Nainggolan al 100%, l’Inter dove può arrivare? 
"Si vedrà l’anno prossimo se sarò davvero al 100%. Se me lo chiedete così, è come una gufata (ride di nuovo, ndr)". 
 
Con Barella condividete il procuratore, Beltrami. Ha suggerito a Nicolò di venire all’Inter? 
"Non faccio l’agente anche se in campo posso dare qualche consiglio. Barella è un calciatore che avrà una carriera importante e gli auguro il meglio in qualsiasi squadra giocherà. E’ forte e mi assomiglia pure". 

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Sezione: In Primo Piano / Data: Sab 13 Aprile 2019 alle 08:15 / Fonte: Corriere dello Sport
Autore: Alessandro Cavasinni / Twitter: @Alex_Cavasinni
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