Porta il nome di Matias Vecino il nuovo rinforzo per il centrocampo dell'Inter in questa finestra di mercato. Il club nerazzurro, a fronte del contratto che legava il classe '91 alla Fiorentina, ha dovuto sborsare i 24 milioni di euro della clausola rescissoria legata all'uruguayano. La Beneamata ha messo a segno in questo modo un colpo importante sia per il presente che per il futuro della squadra, assicurandosi il cartellino di uno dei centrocampisti più interessanti e promettenti dell’intero panorama del campionato di Serie A.
CARRIERA - Vecino, di patria sudamericana, nutre sin da bambino una grande passione verso il pallone, che lo spinge ad iscriversi in diversi club dilettantistici locali. All'età di 18 anni, il giocatore firma il suo primo contratto da professionista con il Central Español: crescendo calcisticamente con i rossoblù, tra le fila del club di Montevideo colleziona 32 presenze condite anche da due gol. Dopo una parentesi di quasi tre anni con il Nacional, dove non trova molta continuità (18 apparizioni e 4 reti), l'uruguayano sbarca nel calcio europeo. Ad accoglierlo c'è la Fiorentina, che lo gira in prestito prima al Cagliari e poi all'Empoli, piazze nelle quali comincia ad affermare le proprie doti tecniche. Con la Viola trascorre due stagioni da assoluto protagonista, scendendo in campo in 65 occasioni e mettendo anche a segno cinque marcature. Sin dai tempi dei gigliati, l'Inter entra a far parte del suo destino: contro i nerazzurri, infatti, Vecino mette a segno una doppietta nel 5-4 dello scorso aprile.
STILE DI GIOCO - In patria lo chiamano El Viejo, un giovane vecchio: perché la sua visione di gioco, il suo modo di gestire i tempi dell'azione e dettare le geometrie della squadra lo rendono un vero e proprio "saggio" del centrocampo, distinguendolo (e non poco) dalla media. Il classe '91, in effetti, ha qualcosa di speciale: abile palla al piede, pericoloso con i suoi consueti inserimenti in area di rigore, con una predilezione per il dribbling e la giocata veloce. Maurizio Sarri l'ha allenato ad Empoli, trasformandolo da centrocampista statico a una sorta di "tuttocampista": in campo Vecino si muove nel modo giusto, con i tempi giusti. Il suo fisico non è impetuoso, ma in campo l'uruguayano lo fa valere eccome. Per non parlare dei movimenti, che il giocatore ha assimilato pressoché ad occhi chiusi. Altra dote molto importante: il tiro dalla distanza. Un aspetto che Spalletti tende a valorizzare per i centrocampisti, come si è visto a Roma nelle situazioni legate a Nainggolan, Strootman e Paredes.
COLLOCAZIONE TATTICA - A Firenze, nel 3-4-2-1 adottato da Paulo Sousa, il giocatore ha agito sulla linea di centrocampo in posizione di mediano. Spesso e volentieri, in tandem con Borja Valero. Nasce a dir la verità come mezzala, ma può giocare praticamente in qualsiasi ruolo del reparto. Anche, perché no, in posizione di trequartista: del resto l'arte di attaccare lo spazio è una delle sue doti migliori, compreso il supporto agli interpreti del reparto avanzato. Con la maglia della Fiorentina, Vecino ha curato molto entrambe le fasi di gioco: attento in fase di contenimento, pulito nei contrasti, ma allo stesso tempo sempre pronto in proiezione offensiva e rapido nell'accompagnare l'azione. Il calciatore risulta, dunque, molto duttile e adattabile ad ogni stile di gioco. Nel 4-2-3-1 di Spalletti, è lecito immaginarlo davanti alla difesa. Dove potrà ritrovare Borja Valero è rinnovare ancor di più l'intesa con lo spagnolo.
NUMERI - Tradotto in pillole statistiche, Matias Vecino vuol dire 187 presenze in carriera e 17 gol. Un ruolino alquanto considerevole per un centrocampista. Analizziamo nello specifico i dati riguardanti i suoi passaggi: il giocatore offre in media ai compagni 59,2 palloni a partita, con una percentuale di precisione dell'82,3%. Sono infatti 2,246 i passaggi effettuati dal sudamericano nella scorsa stagione, 1,979 dei quali sono andati a buon fine. In fase d'impostazione, Vecino ne esce alla grande per quel che riguarda la gestione del pallone: l'uruguayano perde il controllo della sfera 0,7 volte ogni 90 minuti, ovvero meno di una volta a partita. In difesa, l'ex Fiorentina svetta nei contrasti aerei (circa il 70% quelli vinti) e nei passaggi intercettati: uno a partita, che in certe situazioni può rivelarsi fondamentale. Per concludere, ecco la disamina del suo atteggiamento in fase d'attacco: Vecino tenta in media due tiri a partita, dei quali 1,2 da fuori area. Il talento classe 1991 spicca anche nell'ambito dei dribbling: 73% la percentuale di quelli portati a buon fine.
Andrea Pontone
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