Che la UEFA avesse teso una mano all'Inter in ottica lista Champions lo si sapeva da luglio. Impensabile rispettare i limiti in vigore nella costruzione di una squadra degna della competizione. Che comunque non ci fosse alcun 'liberi tutti', nel senso che Luciano Spalletti potesse inserire ciascun calciatore a sua disposizione, era nell'aria. Infatti, il calcolo matematico del costo dei cartellini avrebbe comunque obbligato il tecnico a effettuare dei tagli e, posto che da regolamento Antonio Candreva, tra i meno quotati, sarebbe stato confermato perché presente nell'ultima lista, la scelta sarebbe ricaduta su un centrocampista tra Matias Vecino e Roberto Gagliardini, entrambi arrivati all'Inter per oltre 20 milioni di euro. Decisione non semplice, anche per il semplice fatto che con una mediana oggi ridotta a cinque elementi, rinunciare a uno di essi in Europa avrebbe inevitabilmente creato ulteriori problemi di formazione. Ma le regole sono regole e vanno rispettate, ergo alla fine, oltre ai prevedibili Joao Mario e Dalbert, è rimasto fuori Gagliardini. Ma qual è il motivo della decisione di Spalletti, sicuramente sofferta?
LE RAGIONI DI VECINO - Innanzitutto, per una questione prettamente romantica, era giusto che colui che materialmente ha firmato la qualificazione alla Champions vi prendesse parte. Ma al di là di questo aspetto che poco può aver influito, ci sono altre ragioni per cui l'uruguagio ha vinto la corsa con il classe '96 bergamasco. In primis, l'esperienza a livello internazionale. Pur non disputando mai le coppe europee, Vecino ha vestito 27 volte la maglia della Celeste, anche in competizioni importanti come la Copa America e il Mondiale. A queste si aggiungono le 14 presenze con l'Uruguay Under 20 che comunque fanno curriculum. Inoltre, pur non avendo spiccate doti difensive, l'ex Fiorentina è un jolly di centrocampo in gradi di ricoprire più ruoli e ha nella corsa instancabile una delle doti migliori. Vero è che l'avvio di stagione al fianco di Marcelo Brozovic non sia stato esaltante, ma è più a causa di una condizione fisica non ancora ottimale che non per motivazioni tecnico-tattiche. Da non sottovalutare che Spalletti straveda per Vecino: infatti, da quando è arrivato all'Inter il tecnico di Certaldo ha espressamente fatto il suo nome per rinforzare l'Inter e il gradimento di Maurizio Sarri, che lo avrebbe voluto prima al Napoli poi al Chelsea, conferma la stima di cui il classe '91 goda anche a livello internazionale. La perplessità principale è legata proprio al fatto che il nativo di Canelones sia più predisposto a offendere che a difendere, non a caso ha un po' patito le direttive tattiche delle prime due partite che lo invitavano a evitare gli slanci palla al piede per non sguarnire troppo la sua zona di competenza. Contro avversari che fanno della manovra offensiva il loro must (Barcellona e Tottenham in particolare) la cura della fase difensiva diventerà fondamentale, per poter alimentare anche la spinta offensiva.
LE RAGIONI DI GAGLIARDINI - In tal senso, il Tir che si mette di traverso al Camp Nou o a Wenbley avrebbe potuto far comodo. L'equilibrio al centrocampo garantiro da Gaglia, che permette tendenzialmente all'Inter di subire meno gol quando lui è in campo (lo dicono le statistiche), sarebbe stato fondamentale per soffocare parte della propensione offensiva di avversari estremamente pericolosi in zona gol. A Barcellona, Tottenham e in parte PSV non manca affatto il talento offensivo. L'ex Atalanta è unico nella rosa per caratteristiche di copertura e al suo fianco anche Brozovic ha offerto prestazioni di alto profilo. Chiaramente, quello che dà in fase difensiva un po' lo toglie nella costruzione della manovra, ma quando non pressato Gagliardini si disimpegna bene anche sotto questo aspetto. Se però Vecino ha un bagaglio di esperienza internazionale sulle spalle, lo stesso non si può dire dell'italiano, che pur non avendo mai disputato una competizione europea per club come l'uruguagio, ha all'attivo appena 4 presenze con la Nazionale azzurra, a cui si aggiungono le 13 con le rappresentative giovanili. Poca cosa, se l'esperienza internazionale ha davvero un peso.
Ad ogni modo, solo il fatto di aver dovuto scegliere tra Vecino e Gagliardini ha privato l'Inter di un valore in ottica Champions League. Non è solo la mancanza di un elemento a centrocampo, a pesare è la rinuncia forzata alle sue qualità che, nel caso di Gaglia, sono uniche nella rosa nerazzurra. L'auspicio, comunque, è che i centrocampisti inseriti nella lista godano di buona salute per tutta la durata della fase a gironi e che Spalletti sappia vaalorizzare la sua scelta trovando gli equilibri necessari per tenere testa contro avversari sulla carta superiori.
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Autore: Redazione FcInterNews.it / Twitter: @Fcinternewsit
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